Dopo la Basilicata, sarà la Puglia ad offrire il vaccino contro il meningococco B gratuitamente e a tutti i neonati. Tre saranno le dosi somministrate nel primo anno di vita del neonato più una dose al compimento del dodicesimo mese. 32 sono i casi di meningococco verificatisi in Italia: coloro che vi sopravvivono rischiano gravi danni permanenti.
Anche altre regioni d’Italia stanno cercando di seguire l’esempio di Puglia e Basilicata. Il primo esempio è costituto dall’Emilia Romagna, dove Pierluigi Macini, presidente regionale della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, si augura che venga inserita anche nel Piano vaccinale regionale. Seguono anche Toscana, Veneto, Liguria, Molise, Sicilia, Sardegna e Lazio. In realtà non tutti i casi di diffusione vengono registrati. Questo perchè molte infezioni portano alla morte quasi istantaneamente, per cui ciò non consente la ricerca del germe. Il secondo motivo è dovuto al fatto che si utilizzano ancora metodi superati; infine, molti casi non vengono segnalati. Ma come si prende la meningite batterica? Tre sono in genere le cause: Haemophilus influenzae tipo B, Streptococcus pneumoniae e Neisseria meningitidis.
Si tratta di un’infezione pericolosissima perché attacca all’improvviso, è subdola, spesso letale o fonte di gravi complicazioni. La cosa più brutta è che colpisce inaspettatamente persone sane, non dando segnali premonitori e si espande molto rapidamente. La malattia attacca le meningi e non solo: spesso sfocia in setticemia ma anche endocardite o flebite. Altra cosa da non sottovalutare è il fatto che i segni e sintomi iniziali sono simili a quelli di una forte influenza, soprattutto nel caso dei bambini: febbre, vomito, emicrania, dolori e rigidità articolari e muscolari, brividi, mani e piedi freddi. Mentre i sintomi più specifici, ovvero rigidità nucale e rash cutaneo, giungono più tardi.