Il Sarcofago di Ariannadi Vincenzo Sfirro

È, dunque, non solo per il significato che si nasconde dietro il suo nome, sinonimo di purezza, tipico delle divinità, ma anche per quello che cela la sua storia mitica, che dopo il travaglio del tradimento e dell’abbandono culmina con il risveglio a Bacco e alla vita eterna, che Arianna è divenuta, già in epoca classica, il soggetto dominante nelle sculture che abbelliscono i sarcofagi e i monumenti funebri in generale.
Da circa un mese è stata diffusa la notizia del ritrovamento di un sarcofago, antico di quasi duemila anni e raffigurante una fanciulla addormentata. Si tratta del sarcofago di Arianna, così è stata identificata, infatti, la figura della donna che giace sopra di esso, sottratto al circuito dei traffici illegali di opere d’arte rubate, pervenuto in un magazzino di Queens in USA e rispedito in Italia, probabile patria d’origine dell’opera. Almeno di fattura italiana è per stile, quello romano, materiale utilizzato, il marmo di Carrara, e perché alla nostra terra lo fanno risalire le indagini della polizia americana, che ha ricostruito dettagliatamente il percorso seguito dai contrabbandieri che hanno trafugato e venduto l’opera.
Il coperchio del sarcofago rappresenta una donna addormentata e seminuda, che, nel posizionare la mano destra come appoggio, per sostenere il peso del viso addormentato, si copre pudicamente il seno, mentre la mano sinistra sostiene una corona.
A questo punto del discorso è semplice capire come mai  in questa figura di donna dormiente, apparentemente priva di alcun indizio utile a identificarla, nemmeno un’iscrizione che ne indichi il nome, sia stata riconosciuta la mitica principessa cretese Arianna.
Ritratta quasi nuda mentre solo un velo le copre la parte inferiore del corpo, dopo lo shock dell’abbandono e la furia del lamento, la fanciulla si addormenta ed ha in mano un solo segno di speranza: la corona donatale da Bacco, un segno che compare anche nei nostri riti funebri. Così l’augurio che il corpo della persona custodita in quel sarcofago, dormiente come Arianna, possa presto svegliarsi a una vita nuova, magari migliore.
Il primo presupposto per tutelare l’arte, apprezzarla e difenderla, è conoscerla, solo così, infatti, si potrebbero evitare non soli casi come quello del nostro sarcofago, ma anche tragedie come quella che sta distruggendo, giorno dopo giorno, la città romana Pompei, a lungo e, forse, meglio custodita dalla lava del Vesuvio.

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Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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