martelletto--300x224di Beatrice Iannelli

La crisi economica può costringere anche ad evadere il Fisco. Ma la giustizia, almeno in questo caso, ha tenuto conto della “causa” decidendo, così, di assolvere l’evasore.
La protagonista di questa storia è un’imprenditrice bresciana di 47 anni, titolare di un’azienda edile con sede nel milanese. La donna, alla luce dell’articolo 10ter del D.Lgs 74/2000 è stata accusata di evasione fiscale, per un importo pari a 240mila euro, ma, grazie alla recente sentenza emessa dalla Corte di Cassazione (sentenza 2614 del 2014) secondo cui “la illiquidità incolpevole non può esser punita nel caso in cui un imprenditore non possa pagare l’Iva”, non è stato preso nessun provvedimento. L’imprenditrice ha infatti dimostrato di non essere riuscita a pagare l’imposta per cause che non dipendevano dalla sua gestione aziendale.
In particolare, all’impresa della donna bresciana sarebbero mancati oltre 600mila euro di arretrati; oltre a questo, anche il crollo del fatturato aziendale, da più di sei milioni a meno di un milione di euro.
Una mancanza di liquidità evidente, che per il giudice val bene una momentanea assoluzione, e un rinvio del pagamento a data da destinarsi, nel momento in cui ci saranno tempi migliori: vista la congiuntura economica, forse mai.
Si tratta quindi, di una piccola rivincita per chi si sente oppresso dall’eccessiva pressione fiscale.

Michel Emi Maritato

Giornalista, esperto in questioni Medio Orientali, corrispondente Gerolosomitano, psicologia giuridica e criminalità organizzata.

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Di Michel Emi Maritato

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