Accade in periferia di Lecco il dramma di una madre abbandonata dal marito ed in preda alla crisi economica che arma le proprie mani per uccidere le sue creature. Edlira Dobrushi, 37 anni, di origine albanese ha accoltellato le sue tre figlie di 13, 11 e 4 anni durante il sonno. Le due piccoline Keisi e Sidnei non hanno avuto nemmeno modo di accorgersi di quello che la loro mamma stava facendo, mentre Simona, la più grande ha tentato di reagire e di difendersi dalla follia che stava accadendo. Cosa avrà mai pensato quella ragazzina che vedeva la mano della madre armata di coltello per uccidere lei e le sorelline? Forse avrà pensato che era solo un brutto sogno e che tutto questo non era possibile stesse succedendo a loro. Avrà pensato che era profondamente ingiusto che tre bimbe già abbandonate dal padre fossero anche violentate nei loro corpi dalla madre? Avrà capito, in quei pochi istanti prima di perdere la vita, le assurde motivazioni che erano nella mente della madre? E poi che giustificazioni possono esserci per uccidere qualcuno, soprattutto le proprie creature. Eppure negli ultimi anni pare che anche le donne siano diventate fortemente violente, ed anche le donne, seguendo il pessimo esempio dei maschi, usano violenza all’interno delle mura domestiche e nei riguardi dei figli. Ogni anno sono poco più di dieci gli infanticidi ed i dati rilevati affermano che il 90% circa viene commesso dalle madri. Cosa stà sconvolgendo tanto le nostre famiglie per cui gli uomini uccidono le donne e le mamme uccidono i figli? Femminicidio ed infanticidio percorrono le stesse corde malate della mente in cui il possesso della parte che si sente più forte possa sfociare in azioni criminali? Cosa chiederci davanti a simili orrori se non che forse in ognuno di noi ci sia il seme della follia, ma non la follia sana che ci fa divertire e vivere felici nonostante le difficoltà, quanto la follia lugubre e nefasta che invita alla morte. Non può bastare la depressione, l’abbandono e la crisi economica per dare una spiegazione…. O semplicemente una spiegazione non c’è.
Di Redazione
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