Le emozioni sono la voce dell’anima, sono energie creative che ci indicano qual è la strada che ci porta verso il nostro benessere. È sbagliato soffocarle o ignorarle: lasciamo che si manifestino senza imbarazzo o timore e impariamo ad ascoltarle con fiducia. La paura, la rabbia e la tristezza non vengono per farci del male ma per aiutarci a stare meglio.
Quando si parla di emozioni un atteggiamento diffuso è quello di considerarle come incidenti di percorso, ostacoli da eliminare. Tanto che quando salgono emozioni sgradevoli si fa fatica anche solo ad ammettere di provarle per non sentirsi troppo diversi.
Si sente dire: “Ma tu sei un emotivo?” Dove emotivo sta per negativo, sbagliato, a dir poco inadeguato. In opposizione a controllato, razionale, giusto.
Siamo tutti ‘emotivi’, non solo, l’emozione, anche sotto forma di sintomo, è un segnale importante , una spia del nostro equilibrio, un po’ come la spia della riserva della macchina.
Se un’emozione si accende e non ce lo aspettavamo, significa che sta accadendo qualcosa di importante, non necessariamente di negativo.
Questa, l’emozione, interrompe il corso dei nostri pensieri, interferisce con le nostre azioni e ri-orienta la nostra attenzione. Anche quella più sgradevole non è fine a se stessa ma porta un significato che dobbiamo arrivare a capire. Per capire dobbiamo però accettare e attraversare quell’emozione e magari provare a collegarla al particolare momento di vita che stiamo vivendo.
Bowlby, psichiatra e psicoanalista inglese, ci insegna che le emozioni più forti le proviamo mentre siamo impegnati a costruire, mantenere o interrompere relazioni significative: sentimentali, familiari, di amicizia. Perciò qualsiasi indagine dovrebbe iniziare da qui.
Chi non affronta le proprie paure non lo fa perchè è sciocco o incapace, la fuga è pur sempre un comportamento di adattamento, semplicemente non ha imparato a farlo, magari anche i suoi genitori tendono a fuggire di fronte alle stesse cose.Evitare un’emozione significa allontanarsi da se stessi e impedirsi di conoscersi o riconoscersi. Gli attacchi di panico o i comportamenti compulsivi, sono spesso sintomi che hanno questi precedenti. Sembrano improvvisi, ma hanno una storia che si può ricostruire e la psicologia ci può aiutare a farlo.
Dalle emozioni c’è sempre qualcosa da imparare, sono cartelli stradali che ci indicano la direzioni da prendere, quella da non imboccare… Bisogna seguirli con fiducia: l’acqua va sempre verso il mare, allo stesso modo ogni emozione può condurci all’oceano di forze primordiali che esiste dentro di noi, una miniera di salute inesauribile.



