Con la vendita di azioni Telco alla società spagnola Telefonica e con conseguente nuovo assetto di controllo di Telecom Italia, i sindacati sono sul piede di guerra. Sarebbero a rischio, secondo le stime, fino a 16mila posti. Radio Manà Manà ha contattato Michele Azzola, Segretario nazionale Slc Cgil.
“La situazione che si sta determinando è inquietante -ha affermato Azzola ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Manà”-. Le dichiarazioni di oggi di Franco Bernabè ne sono la conferma, visto che ha dichiarato di aver appreso dalla stampa ciò che sta accadendo. Gli allarmi per i lavoratori sono prematuri ma non infondati perchè è evidente che nel caso di acquisizione di Telecom da parte di Telefonica ci sarebbero delle duplicazioni, a partire dai pezzi più nobili come quelli dell’informatica. Non manterrebbero sistemi informatici diversi, li unificherebbero e non resterebbero in Italia, quindi avremo un primo problema da quel fronte. Il secondo fronte riguarda i call center, che Telefonica ha dato in outsourcing in Paesi del Corno d’Africa a basso costo, mentre in Italia stanno ancora in pancia all’operatore. Quindi i rischi ci sono. La soluzione che si sta delineando non è quella che Bernabè ha voluto, anzi credo che Bernabè ritenga questa soluzione mortale per Telecom perchè il punto d’approdo finale sarà una fusione per incorporazione fra Telecom e Telefonica e la fine del settore delle tlc nel nostro Paese. Per questo penso sia credibile che lui non sapesse quello che stava succedendo, anche se lui ha dichiarato che i segnali che si stava andando in quella direzione c’erano tutti. Quello che succederà lo scopriremo nel Consiglio di amministrazione del 3 ottobre, dove parlerà il management dell’azienda. Se il management volesse mettere alla prova l’accordo dei soci dovrebbe chiamare un aumento di capitale, che in questo momento è necessario per rilanciare Telecom”.
“Considerare l’operazione Telecom al pari di quella di Alitalia -ha proseguito Azzola-, parlando di capitali stranieri che investono in Italia, è una menzogna. Nel caso di Telecom, i capitali stranieri servono a comprare quote mercato in settori già protetti. Il problema è se saranno investiti per mantenere quelle aziende. Il fatto che la politica riesca a giudicare una grande opportunità quello che sta succedendo è la miopia di chi non vuole mettere le mani nel piatto. Tutto questo avviene perchè c’è l’assenza di una politica industriale. Noi siamo il primo Paese occidentale a cedere a terzi la rete delle tlc, da cui dipenderà l’ammodernamento del Paese, mi pare una follia. Stiamo parlando di una rete in cui passano i dati sensibili dei cittadini italiani, di tutte le istituzioni italiane. L’ammodernamento di quella rete è condizione per cui un Paese possa sopravvivere. Per quello tutta Europa considera quello delle tlc un settore strategico. Tariffe? Il rischio che possano salire c’è tutto”.


