Conferenze stampa, promesse, proclami, annunci… in poco più di quattro mesi la ministra ci ha costantemente tranquillizzato con la sua onnipresenza mediatica: il futuro del Ssn è in buone mani perché lei “sta lavorando per noi”.
Ma tutti i nodi, si sa, a un certo punto vengono al pettine e la fine dell’estate fa prevedere un autunno rovente per la Lorenzin: infatti, la “lista della spesa” lascia intravedere un carrello stracolmo di rilevanti priorità non più derogabili attraverso raffinate strategie di comunicazione.
Si parte con i dieci tavoli di lavoro governo-regioni per stabilire le nuove regole sul nuovo Patto per la Salute che rappresenta il fardello più consistente:
– il dilemma dei ticket da due miliardi da cancellare e di tutto il sistema della compartecipazione alla spesa da rimodulare alla luce del nuovo ISEE
– la riorganizzazione della rete ospedaliera, applicando il regolamento sugli standard ospedalieri già messo a punto dal precedente Governo, ma di fatto ancora in attesa del via libera delle Regioni
– la riorganizzazione delle cure primarie, inclusa la spinosa questione delle cure h24
– la regolamentazione dei piani di rientro, che non potranno ignorare le disastrose valutazioni presenti negli ultimi verbali
– l’integrazione socio-sanitaria
– i rapporti SSN-Università
– la definizione delle tariffe per la mobilità interregionale, ma soprattutto per quella transfrontaliera, vista l’imminente entrata in vigore della direttiva UE
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