Il Sen. Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef (Associazione difesa consumatori ed utenti bancari, finanziari ed assicurativi) propone la nazionalizzazione di Monte dei Paschi di Siena. Contattato da Radio Manà Manà, Lannutti ha spiegato i motivi di questa proposta.
“La nazionalizzazione di Monte dei Paschi è necessaria -ha affermato Lannutti ai microfoni della trasmissione ‘Ho scelto Manà’-, prima di tutto perchè il capo della banca è Alessandro Profumo, un signore rinviato a giudizio e sotto processo per frode fiscale ai danni dello Stato. Quindi è molto difficile che questa banca possa essere risanata e possa restituire allo Stato 4,71 miliardi di Monti-bond. Nei dati della semestrale c’è una perdita di 380 milioni di euro, c’è un aumento delle sofferenze, dei crediti incagliati, una diminuzione drastica del personale. Le uniche cose che continuano a crescere sono gli stipendi dei manager, gli stessi che hanno portato questa banca al dissesto. Quindi è inutile perdere tempo, è inutile una lenta agonia: quattro miliardi non li potranno mai restituire, meglio che lo Stato gestisca questa banca. La Banca d’Italia può nominare un commissario per dare a questa banca un futuro. La gestirebbe lo Stato e non più il Profumo di turno. In tutti i Paesi civili quando qualcuno è rinviato a giudizio per frode fiscale non viene premiato, bensì viene allontanato dalla gestione dell’economia. Invece in Italia viene nominato presidente di banca”.
“MPS nazionalizzata sarebbe un forte segnale dato ai cleptocrati -ha proseguito Lannutti-, a quelli che io ho ribattezzato figli di ‘troika”, ossia quelli del Fondo Monetario Internazionale, Mario Draghi della BCE, Barroso dell’Unione Europea. Guardate cosa è accaduto in Grecia per salvare le banche tedesche. Bisogna ribellarsi”.


