E’ in atto una pericolosa manomissione della Costituzione. Il disegno di legge costituzionale 813 prevede nuove modalità di modifica costituzionale, in deroga all’art.138 della Costituzione, imponendo i modi, le forme e i tempi del dibattito parlamentare e ponendo la Costituzione sotto scacco.
I nostri colleghi a 5 stelle in Parlamento sono riusciti a rimandare questo tentativo vergognoso di revisione dell’assetto previsto dalla nostra Carta, facendo ostruzione contro una legge grimaldello che fa saltare le garanzie e le regole che i padri costituenti hanno posto a garanzia delle fondamenta del nostro Paese e che finché sono in vigore vanno applicate.
Per molti costituzionalisti per modificare l’art. 138 servirebbe addirittura un’Assemblea Costituente. Questo governo PD e PDL lo volevano modificare in poco tempo e a fine luglio.
I mezzi di comunicazione dovrebbero far percepire la gravità del momento per la nostra Repubblica e invece hanno taciuto, tranne rare eccezioni.
Le riforme costituzionali non vanno nella direzione di una maggiore democrazia e partecipazione dei cittadini; al contrario, faranno sì che sempre meno persone avranno più potere: Presidenzialismi di fatto, esautoramento del Parlamento, sovranità popolare calpestata.
In tempo di crisi e con una democrazia italiana claudicante per responsabilità di collusi, condannati o semplici incapaci, dare più potere a poche persone è gravissimo e pericolosissimo, rischiamo una deriva autoritaria che l’Italia ha già vissuto.
Chiunque di noi, attivista e portavoce, dentro e fuori le istituzioni, userà tutti gli strumenti per impedire a chi ci governa di rovinare ancor di più il nostro Paese.
Noi portavoce regionali faremo la nostra parte:
tutti i Gruppi Consiliari regionali del MoVimento 5 Stelle presenti in Italia chiederanno ai Consigli Regionali di esprimersi per chiedere il referendum popolare, qualora l’iter procedurale di revisione della Costituzione arrivi a compimento.
Ci è consentito dalla legge. Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, infatti, sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.
Ma le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
5 CONSIGLI REGIONALI, ECCO IL PUNTO.
Obbligheremo i Consigli Regionali della Lombardia, della Sicilia, del Molise, della Valle d’Aosta, del Lazio, del Piemonte, dell’Emilia Romagna e del Friuli a prendere una posizione chiara nei confronti di questa legge contro la Costituzione e pubblicheremo tutti i nomi di tutti i consiglieri e il loro voto.
Piero Calamandrei, nel 1955 durante il Discorso sulla Costituzione, disse:
“Dietro ogni articolo della Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta…. ”
Gruppo Consiliare M5S Regione Lazio


