L’opera selezioanta, “Elogio dell’Armonia” penetra la tematica in modo schietto e definito, presenta la scelta atipica del pizzo necessaria all’artista per rimandare alla sensazione di un’eleganza ricercata e al contempo delicata nella sua raffinatezza. Un’opera, ancora, dall’effettuazione di piegature del tessuto sempre diverse che culminanti nel centro completano uno spazio interamente bianco. Nessuna colla imbrattante per la resa di un Paradiso intonso.
La Pittrice di Orvieto Maria Carletti , durante la vernice del “Festival delle Belle Arti e della Cultura del XXI Sec.”, evento ospitato presso le Sale del Museo Fondazione Ignazio Cerio di Capri ed appena concluso, è stata consacrata con il titolo onorifico di “Maestro Honoris Causa” dal Dott. Daniele Radini Tedeschi e dalla Dott.ssa Stefania Pieralice, rappresentanti della commissione curatrice della rassegna.
Ebbene, questo evento culturale segna una capacità evolutiva della Pittrice nell’approcciare il processo artistico. L’opera scelta infatti, aveva l’imperativo categorico di un vincolo tematico arduo quanto inafferrabile, quello di “Paradiso”.
L’opera selezionata è intitolata “Elogio dell’Armonia”, – assemblaggio – 70 x 90:
“Nell’opera Elogio dell’Armonia” il confine tra canone ed enigma si assottiglia sino a pieno raggiungimento della propria dissolvenza. L’artista traghetta il pittorico su di un piano metafisico all’interno del quale ella può muoversi perché divenuta autrice della propria filosofia. L’operato della Carletti muta ma si conserva figlio di colei che camminando resta immobile al punto di partenza. La sua anima è infatti integra e traslata in composizione si riversa come un effetto bumerang sullo scrutatore più oculato. L’opera, frutto di assoluta applicazione di materiale (Pizzo Sangallo di Lino Batista), tutt’altro che scriteriata, rimanda ad aspetti sensoriali e di rappresentazione del proprio intelletto. Dacchè il mondo è mondo, dai Graffiti del Paleolitico alla Digital-Art, l’uomo non ha mai cessato di indagare, raffigurare, argomentare, confutare come ad esempio la pop art della Nostra dimostra; così tra le disquisizioni dell’attuale spaccato dell’arte, il lavoro in questione fonde in sé concetti di tersezza, di astrattezza che ha abbandonato il banale blindato nella vita terrena e di desiderio, incidendoli con la scrittura dell’ago e del filo. La sovrapposizione del tessuto evidenzia in particolare questa morale con il tracciato di una geometria ideale, riecheggiante pensieri d’una Luce Eterna che tende rapidamente al centro”. (I.P.).
Un’opera che penetra la tematica in modo schietto e definito, che presenta la scelta atipica del pizzo, necessaria all’artista per rimandare alla sensazione di un’eleganza ricercata e al contempo delicata nella sua raffinatezza, un’opera, ancora, dall’effettuazione di piegature del tessuto sempre diverse che culminanti nel centro completano uno spazio interamente bianco. Nessuna colla imbrattante per la resa di un Paradiso intonso.
Piacevole sorpresa per la Pittrice che, inserita presso l’Autorevole Accademia di San Lazzaro di Roma, durante lo svolgimento della mostra, apprende inoltre pubblicamente, in anteprima, la decisione del corpo accademico di volerla riconfermare ulteriormente per il prossimo anno duemilaquattordici. La carica, come ora, continuerà ad essere completamente esente da oneri pecuniari.
Sito di riferimento:
www.mariacarletti.com.
A cura di Ilaria Pettinelli.


