Egitto, assaltati campi pro-Morsi ''Oltre 250 morti e 5mila feriti''Secondo i Fratelli Musulmani, sarebbero almeno 250 le persone rimaste uccise al Cairo, e oltre cinquemila quelle ferite, negli assalti delle forze di sicurezza alle due tendopoli islamiste: lo ha denunciato via Twitter il portavoce del movimento, Gehad al-Haddad. “I medici affermano che molti pazienti in condizioni critiche moriranno per le lesioni da arma da fuoco”, ha scritto Haddad in un tweet. “E’ il piu’ grande massacro dal colpo di stato” del 3 luglio scorso, con cui i vertici militari destituirono e arrestarono l’ex presidente Mohamed Morsi. Stridente il contrasto di tali cifre con i dati ufficiali forniti invece dalle autorita’: secondo il ministero della Sanita’ egiziano, infatti, i morti ammonterebbero ad appena sei, e i feriti a soli 26.
Un portavoce del dicastero ha aggiunto di non essere in grado di precisare le cause dei decessi. Questi ultimi potrebbero comunque aumentare ulteriormente giacche’, stando a fonti riservate delle forze di sicurezza, nelle strade circostanti piazza Rabaa al-Adiwiyah e piazza al-Nahda, dove sorgevano gli accampamenti, e’ in corso una vera e propria caccia all’uomo. Le stesse fonti hanno precisato in tre il numero degli agenti anti-sommossa “martirizzati”, che cioe’ avrebbero perso la vita negli scontri. Numerosi dirigenti dei Fratelli Musulmani sono stati arrestati durante e dopo gli assalti delle forze di sicurezza alle due tendopoli, ha dichiarato all’emittente televisiva privata ‘Cbc’ un portavoce del ministero dell’Interno egiziano, generale Abdel Fattah Othman. “E’ troppo presto per annunciarne i nomi”, che dunque resteranno per il momento segreti, ha aggiunto. In carcere, oltre allo stesso Morsi di cui si sono perse le tracce dal colpo di stato del 3 luglio, si trovano gia’ tra gli altri Saad el-Katatni, leader del Partito per la Liberta’ e la Giustizia, braccio politico del movimento, e del numero due di quest’ultimo, Mohamed Rashad al-Bayoumi. Non e’ chiaro invece se sia stato catturato o meno la guida suprema del gruppo islamista, Mohamed Badie. Le autorita’ egiziane, intanto, hanno completamente bloccato tutti i collegamenti ferroviari da e per Il Cairo, onde evitare che i manifestanti islamisti, costretti a sgomberare le due tendopoli che avevano montato nella capitale, possano riunirsi altrove e continuare le proteste. “I servizi dei treni per e dal Cairo sono stati soppressi in tutte le direzioni fino a nuovo ordine”, ha annunciato la Direzione delle Ferrovie dello Stato egiziane. Il provvedimento e’ stato motivato con “ragioni di sicurezza” ma anche con l’esplicito intento di “impedire alla folla di mobilitarsi”. Le forze di sicurezza egiziane hanno completato lo smantellamento della tendopoli islamista di piazza al-Nahda al Cairo, situata sulla sponda occidentale del Nilo, nei pressi dell’Universita’. Il ministero dell’Interno ha reso noto che le autorita’ hanno ormai il “totale controllo” del sito, e che la polizia “e’ riuscita a rimuovere la maggior parte delle tende dalla piazza”. Fonti giornalistiche presenti alla scena hanno riferito che tutti gli accessi all’area sono stati bloccati, mentre nell’aria continua ad aleggiare il gas lacrimogeno impiegato contro i sostenitori del deposto presidente Mohamed Morsi. Decine di dimostranti sarebbero stati arrestati dai soldati, a quanto pare con il contributo dei residenti, infuriati per l’occupazione di parte del loro quartiere fin dal colpo di stato militare del 3 luglio scorso. (AGI) .

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