Sapiens - Michele Munnodi Vincenzo Sfirro

Nei giorni appena trascorsi, 1-13 Agosto, il paese di Rignano Garganico ha ospitato “Sapiens”, mostra pittorica e scultorea dell’artista sammarchese Michele Munno. L’esposizione ha avuto luogo nei locali della chiesa sconsacrata del Purgatorio, situata nel cuore del centro storico del piccolo comune. Si è trattato non solo di un’ iniziativa avente lo scopo di valorizzare la riapertura della chiesetta recentemente restaurata, ma anche di un’attività dal forte impatto culturale.

L’artista, disponibilissimo al dialogo e prodigo di spiegazioni nei confronti degli attenti curiosi, ha precisato come ad ispirargli questa galleria sia stata proprio la tradizione locale, quella parecchio lontana dai giorni nostri e risalente, come, appunto, suggerisce il titolo della mostra, all’epoca degli uomini sapiens.

L’esposizione può essere riassunta in tre simboli carichi di significato: l’uccello, il cavallo e la mano.

Nelle tele esposte, infatti, sono riconoscibili in filigrana graffiti di uccelli, proprio come compaiono sulle pietre incise ritrovate all’interno della grotta Paglicci, dimora del paleolitico, alle pendici del Gargano.

Il cavallo, quello in verticale, dipinto in ocra rossa, figura simbolica della stessa grotta, è, invece, il principale elemento ispiratore delle opere realizzate per l’occasione da Munno. Figure abbozzate ed enormi di animali (molto simili al cavallo della grotta Paglicci) capeggiano in tutti i quadri dell’autore, a volte sul punto di compiere un balzo, a volte adagiate a terra come se dormissero, a volte rivolte verso lo spettatore e altre ancora dandogli le spalle.

Queste figure indefinite, però, hanno bisogno di essere completate dallo sguardo, dalla fantasia e dalle emozioni dell’osservatore, che può vedere nelle ombre e nelle linee sovrapposte a comporre i quadri quanto suggeritogli dal proprio “io” interiore.

In fine, la mano, o meglio, la firma: così, infatti, imprimendo la propria impronta o percorrendone la sagoma, si firmavano gli anonimi autori delle pitture paleolitiche. Questo il senso dei calchi di mani situati all’ingresso della galleria ad accogliere i visitatori.

Alquanto suggestiva è anche la location che ospita questa mostra, la piccola chiesetta, infatti, era temuta, più che apprezzata dai Rignanesi di qualche generazione fa, a causa dell’alone di mistero e superstizione che la circondava.

Stando a quanto ancora oggi raccontano gli anziani del paese, la notte tra il 5 e il 6 Gennaio, la notte della Befana, un corteo di anime penitenti (quelle che stanno ancora scontando le pene del purgatorio) partirebbe dal cimitero di Rignano Garganico per dirigersi a questa chiesetta. Tra l’altro, i nonni, compresa quella di chi scrive, sconsiglivano vivamente di curiosare per scorgere questa processione, perché riconoscendovi uno dei propri cari, il malcapitato osservatore, sarebbe stato preso dal desiderio di inseguirlo, finendo così, assieme al resto delle anime nell’al di là. Per chi credesse ancora in questa tradizione, come i nonni di Rignano, non lascerebbe adito a dubbi la frase che, ancora oggi, capeggia sulla facciata interna del purgatorio: “Dive Jesu Domine, dona eis requiem”.

Al di là delle superstizioni, però, e della recente restaurazione che si è occupata soltanto di ricoprire di cemento tutte e quattro le facciate esterne della struttura, lasciando visibile solo un bassorilievo sulla facciata principale, in cui capeggiano uno scheletro e un corpo umano, simbolo della vita ultraterrena, cui la chiesa è dedicata, si è trattato di una mostra interessante, ambientata in un luogo altrettanto carico di credenze e tradizioni, dal cui piazzale è anche possibile osservare uno scorcio di panorama sul tavoliere delle Puglie.

Magari, visto l’interesse che l’esposizione artistica ha suscitato nella popolazione, sarebbe auspicabile restasse accessibile ai visitatori e ai turisti almeno un’altra settimana, infatti, il piccolo paese del Gargano resta, di solito, ancora vivo, attivo e ricco di tutti i suoi migranti fino al 16 Agosto.

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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