Sedicenne uccisa a Corigliano Calabro - Confessa il fidanzato“L’ho uccisa a coltellate e poi ho bruciato il suo corpo quando era ancora viva”. E’ la confessione-choc del diciassettenne che a Corigliano Calabro ha ucciso al culmine di una lite la fidanzata, Fabiana Luzzi, 16 anni. “Sono stanco, voglio andare a dormire”. E’ la frase ripetuta più volte dal ragazzonon ancora diciottenne, studente all’Istituto tecnico di Corigliano, non ha mai pianto nel corso dell’interrogatorio e non avrebbe palesato alcun segno di pentimento per quello che ha fatto.
“Non chiamatelo raptus di follia, un’attenuante inaccettabile, a maggior ragione perché a compiere questo terrificante delitto è stato un minorenne”: ha dichiarato Barbara Benedettelli, Responsabile Area tutela Vittime della Violenza di Fratelli d’Italia. “La pena sia esemplare. Sia un monito per tutti. La società deve condannare duramente atti così gravi senza trovare giustificazioni a comportamenti che mai devono essere tollerati. Adesso mi aspetto – continua Benedettelli – che la vittima non sparisca in quel procedimento penale che mette al centro l’assassino trovando sempre le colpe dove non sono. La giustizia deve tutelare in primis gli innocenti. Deve dare un prezzo elevato alla vita umana. Deve essere dalla parte delle vittime e dei loro familiari che devono sapere che giustizia sarà fatta e che la vita dei loro cari non vale meno della libertà di chi l’ha stroncata”.

Redazione

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