Dire che “Anche là tramonta il sole” è un romanzo autobiografico è vero ma non basta. Guglielmo Guzzo non si limita a raccontare se stesso attraverso Seb: usa la propria esperienza come punto di ingresso in qualcosa di più largo, che riguarda un’intera generazione cresciuta nel momento in cui l’Italia rurale smetteva di esistere e l’Italia moderna non era ancora nata davvero. Quel limbo, Guzzo lo conosce bene, e si vede. Quello che sorprende, leggendo, è la capacità dell’autore di restare dentro il particolare senza mai perdere il senso del quadro più ampio. La famiglia di Seb non è una famiglia qualunque: è la famiglia contadina calabrese di quel preciso momento storico, con i debiti, le gerarchie rigide, le figlie che non possono studiare, i figli maschi che esplodono di rabbia senza sapere bene contro cosa. Tutto questo non viene mai spiegato, viene semplicemente mostrato, e questa è la scelta giusta. Il romanzo ha anche il coraggio di non risolvere tutto. Seb arriva a una decisione nel finale, ma Guzzo ha l’intelligenza di non trasformarla in un lieto fine confezionato. C’è un senso di continuità nella vita del protagonista, non di chiusura, e questo rende il libro più onesto di quanto ci si aspetti da un esordio narrativo. Vale la pena leggerlo, soprattutto se si è disposti a dargli il tempo che richiede.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.