Nascondevano la droga in cani di grossa tagliadi Angela Foggia

Un’indagine coordinata dalle Procure della Repubblica presso il Tribunale ordinario e per i minorenni di Milano e dal commissario Mecenate su numerosi gruppi di giovani appartenenti al famoso fenomeno delle pandillas, ha permesso di eseguire 75 ordinanze di custodia cautelare con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la persona, il patrimonio, traffico di droga e detenzione d’armi. Essi corrispondono a gruppi di giovani sudamericani, violente gang di latinos tra cui sono stati soggetti a provvedimenti almeno 112 ragazzi e ragazze di cui 14 minori. Per la prima volta sono stati messi in luce i reati di tali associazioni, la loro entità e la loro forte presenza finalizzata all’allargamento e alla conquista del territorio. Costoro si muovevano in contatto con emissari sudamericani con i quali smerciavano grandi quantità di cocaina dal Messico. Stimati almeno 48 viaggi, essi muovevano i loro traffici importando la droga attraverso cani di grossa taglia cui veniva riempito l’intestino con ovuli di cocaina ( circa 1.250 kg) che veniva poi recuperata uccidendo gli animali. Tra le razze prescelte c’erano San Bernardo, Mastino Napoletano, Labrador, Dog de Bordeaux. Utilizzavano un sistema ingegnoso: l’azione dei raggi x veniva bloccata avvolgendo la droga nel cellophane, poi nella carta carbone, poi ancora nel cellophane e infine veniva avvolta da uno scotch di vinile nero. Siamo a conoscenza di un solo cane che è riuscito a salvarsi grazie alla confessione della moglie di un trafficante nell’Aprile 2012.

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