Il posto in banca non è più una certezza20.000 lavoratori delle banche italiane, saranno licenziati entro il 2017. Non è più una certezza dunque il posto in banca e dopo i 23ooo taglia effettuati dal 2007 a oggi, i nuovi  numeri non danno scampo per quanto riguarda il settore bancario. A fine 2011 – secondo dati Abi -i dipendenti erano 320.000 a fronte dei 343.000 a fine 2008. Dal 2000 ad oggi sono confluiti nel Fondo di solidarieta’ in circa 40.000.
La contrazione occupazionale, – racconta rainews24 – secondo numeri raccolti dai sindacati ha riguardato soprattutto i grandi gruppi e ha colpito prevalentemente i dipendenti piu’ anziani (che riescono ad ottenere uno scivolo verso la pensione attraverso un passaggio nel fondo di solidarieta’) ma anche i dirigenti che in molti casi accettano un dimensionamento e il passaggio a quadro direttivo pur di non perdere il posto di lavoro.
Ecco le principali situazioni di crisi nelle aziende del credito riportate dal sito di rai news24.it
MPS: L’accordo prevede 1.660 uscite oltre a 1.100 lavoratori in attivita’ da esternalizzare e 720 lavoratori nella cessione Biverbanca. Gli esuberi dichiarati, (comprese le attivita’ da esternalizzare) erano 4.600.
UNICREDIT: – L’accordo sul piano industriale 2012-15 prevede complessivamente 3.500 esuberi. Sono previsti 800 pensionamenti volontari e incentivati e la possibilita’ di esodi volontari e incentivati per una platea di circa 1.600 “donne optanti”. Il restante numero di esuberi sarà riassorbito all’interno del Gruppo. Circa 160 dirigenti sono usciti o sono stati demansionati a quadri direttivi.
INTESA SANPAOLO: – L’aggiornamento del piano d’impresa 2011/15 prevede la conferma di oltre 4.000 uscite. Un centinaio di dirigenti sono usciti nel 2012, altri usciranno nel 2013.
GRUPPO UBI: l’accordo tra azienda e’ sindacati prevede oltre 700 uscite.
BNL:L’accordo sul piano industriale 2012/2014 prevede un calo di 1.110 posti di lavoro dal primo gennaio 2012 al 31 dicembre 2014. Un nuovo accordo prevede ulteriori 450 uscite volontarie.
CARIPARMA: – l’accordo sul piano industriale 2011-14 prevede 722 prepensionamenti su base volontaria e incentivata e 100 assunzioni entro il 2015 con contratto di apprendistato professionalizzante.
BANCO POPOLARE: l’intesa per il 2011-13/15 prevedeva la nascita di Banca unica, la soppressione di 140 filiali e 1.120 esuberi gestiti attraverso pensionamenti e prepensionamenti volontari e incentivati. Tra dicembre e gennaio è stato proposto a un trentina di dirigenti di recente nomina di essere degradati al livello di quadro direttivo.
BPM: con l’accordo di aggiornamento del piano industriale 2012-15 sono previste nel triennio un totale di 800 uscite volontarie e incentivate.
GRUPPO DELTA: Gli oltre 600 dipendenti dell’azienda in fase di dismissione sono entrati nel fondo emergenziale.
BANCA MARCHE: Nell’ultimo piano dell’istituto e’ previsto il ricorso ad un fondo di solidarieta’ per anticipare il pensionamento dei lavoratori fino a 5 anni (una misura che potrebbe interessare 300 dipendenti).
Fonte direttanews.it

Redazione

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