Continuano le polemiche per l’assenza di decisioni in merito al voto degli studenti italiani vincitori Erasmus, a questi non sarà concesso il voto per “difficoltà insuperabili”. Così, dopo giorni di travagliati confronti, il Consiglio dei ministri da buon Pilato ha archiviato “la pratica” auspicando che nella prossima riforma elettorale ci sia spazio per la risoluzione ad un problema tanto complesso…
Nonostante l’esito finale, nei giorni scorsi alcuni ministri hanno continuato a perorare la causa degli studenti proponendo alcuni provvedimenti. Franscesco Profumo ha proposto una cooperazione tra ministri degli Esteri e degli Interni che permettesse ai ragazzi di votare senza allontanarsi dalle sedi universitarie oppure degli sconti, accordati con le compagnie aeree, per agevolare il rientro in patria. In difesa dei giovani italiani è accorsa anche la Commissione europea. Androulla Vassiliou, commissaria all’istruzione e alla cultura, ha fatto pressione sul governo italiano perché non perpetrasse tale discriminazione verso i suoi stessi studenti. Così, mentre la tempestività dei ministri Terzi e Cancellieri aveva indotto i 25 mila Erasmus e famiglie a sperare di ricevere lo stesso trattamento dei militari in missione all’estero e dei ricercatori, il giorno successivo una nota di Palazzo Chigi poneva fine ai patimenti dei ragazzi e agli sforzi del governo: “Il governo ha valutato approfonditamente, grazie alle relazioni dei ministri dell’Interno e degli Esteri, la possibilità di consentire agli studenti Erasmus la partecipazione al voto dall’estero per le prossime elezioni politiche, come auspicato in precedenza (…) la discussione ha posto in evidenza delle difficoltà insuperabili: anzitutto di tempo e di praticabilità e di costituzionalità nel selezionare unicamente gli studenti Erasmus – escludendo tutti gli altri soggetti che si trovano all’estero per ragioni di studio, ma senza una borsa Erasmus – come nuova categoria di elettori temporanei. La discrezionalità di scelta che eserciterebbe il Consiglio con questa decisione contrasta con i principi di partecipazione democratica, eguaglianza ed effettività del diritto di voto previsti dalla Costituzione”. In definitiva, cari studenti, questo voto non s’ha da fare!



