È stato condannato a 5 anni di reclusione, a conclusione dell’udienza davanti al Gup di Venezia, Roberta Marchiori, con rito abbreviato, il pediatra vicentino Domenico Mattiello, oltre all’interdizione dai pubblici uffici, per molestie sessuali a 6 bambine nel corso delle visite mentre una settima era costretta a guardare. Durante una perquisizione gli era anche stato trovato del materiale pedopornografico che lui stesso aveva creato, filmando le sedute con i bambini.
Domenico Mattiello era stato arrestato il 14 giugno del 2011 in flagranza di reato, mentre molestava una bambina dell’asilo durante le visite mediche, filmato dalle forze dell’ordine, allertate per episodi sospetti precedenti.
Il Pm, Giovanni Zorzi, aveva chiesto una condanna a otto anni.
Il rito abbreviato era stato proposto dall’avvocato del pediatra alla luce dei risultati di una perizia condotta dai consulenti della difesa secondo la quale Mattiello, che aveva ben 800 pazienti, avrebbe sviluppato una sessualità deviata a seguito dell’insorgere di un tumore al cervello. Una patologia scoperta dopo l’arresto e che è stata curata con un delicato intervento di neurochirurgia. Il tumore avrebbe compresso le strutture della corteccia orbito-frontale mediale e provocato disfunzioni delle strutture sottocorticali (ipotalamo, ipofisi).
La tesi di Giuseppe Sartori e Pietro Pietrini, studiosi delle università di Padova e di Pisa, è che la malattia avrebbe determinato un’alterazione dell’assetto psichico di Mattiello tale da impedirgli di “fare altrimenti se solo lo avesse voluto”. Il medico avrebbe quindi sviluppato un’attrazione irresistibile per i bambini che prima non manifestava.
Ma per Roberta Marchiori, il professor Ivan Galliani e il dottor Fabrizio Rasi, i consulenti del gip, non c’è un nesso tra la patologia e il reato. Il medico continuava svolgere regolarmente la sua professione, non mostrava deficit evidenti in alcun tipo di prestazione. Semplicemente, ha dato sfogo a un comportamento illecito di cui doveva essere pienamente consapevole e che avrebbe potuto interrompere.
“Sono curioso di leggere le motivazioni, ma faremo sicuramente appello”, ha commentato subito dopo la sentenza il difensore di Mattiello, l’avvocato Lino Roetta.



