Cosa succede quando un tumore tipicamente femminile colpisce il “sesso forte”? La risposta della ricerca: è molto raro, ma anche più pericoloso.
Difficilmente lo si coniuga al maschile, ma il tumore al seno non è solo una prerogativa femminile.
Può colpire anche il sesso forte e, sebbene lo faccia con minor frequenza, quando questo accade la percentuale di esiti infausti è maggiore che nelle donne. A confermarlo è una ricerca americana presentata al meeting annuale dell’American Society of Breast Surgeons.
La ricerca – Nello studio guidato da Jon Greif, chirurgo senologo presso il Bay Area Breast Surgeon di San Francisco, sono stati confrontati oltre 13 mila casi di tumore alla mammella maschili con circa un milione e 400 mila casi femminili registrati nel National Cancer Data Base statunitense tra il 1998 e il 2007. La sopravvivenza dei pazienti dopo cinque anni dalla diagnosi della malattia differiva tra i due sessi di circa dieci punti percentuali: 83 per cento per le donne contro il 74 per cento per gli uomini. La più alta letalità del tumore in versione maschile sembrava poi più accentuata quando questo era scoperto nella sua fase iniziale. Inoltre, secondo i dati raccolti nell’indagine, la patologia alla mammella veniva diagnosticata negli uomini a un’età più elevata rispetto alle donne. Il tumore maschile era poi mediamente più grande e spesso aveva già sviluppato metastasi in linfonodi o altre parti del corpo.
Diversa consapevolezza – «Molte delle differenze riscontrate analizzando i casi di cancro al seno nei due sessi», puntualizza Greif, «sono dovute alla diversa consapevolezza di questa malattia che esiste tra maschi e femmine. Molti uomini non sono a conoscenza della possibilità che questa patologia possa colpire anche loro, mentre le donne sono più informate e sollecitate a sottoporsi a screening». Mammografie e visite senologiche sono accertamenti tipicamente femminili e non c’è da stupirsi se il cancro al seno nelle donne venga diagnosticato prima e quando ha dimensioni più ridotte rispetto a quanto accada per gli uomini. La scarsa conoscenza di questa malattia, secondo gli esperti, riguarda anche molti medici; spesso trascurano nei maschi sintomi che invece li metterebbero in allarme se fossero riscontrati in pazienti dell’altro sesso.
Raro e poco studiato – D’altra parte il tumore alla mammella negli uomini è un tipo di neoplasia rara che rappresenta circa l’uno per cento di tutti i casi di cancro al seno. Nonostante questo l’American Cancer Society prevede, secondo le stime, che nel 2012 ne verranno individuati negli Stati Uniti oltre 2000 nuovi casi. Proprio perché scarsamente diffuso è anche un tumore che fino a ora ha poco attratto l’attenzione dei ricercatori. Qualcosa però si sta muovendo. «Negli ultimi anni la letteratura sull’argomento è aumentata», sostiene il chirurgo californiano, «siamo passati da piccoli e isolati studi a ricerche come la nostra che coinvolgono grandi numeri di pazienti per conoscere in modo più scientifico e preciso questa pericolosa malattia». Le cause del tumore al seno in versione maschile non sono ancora del tutto chiare; si tende a equipararlo a quello femminile anche se la più alta mortalità negli uomini rispetto alle donne quando è diagnosticato negli stadi iniziali farebbe ipotizzare differenze, ancora da identificare, a livello biologico tra le due neoplasie. I fattori di rischio sembrerebbero però gli stessi come la storia familiare per la patologia e la presenza di mutazioni in alcuni geni oltre all’elevato consumo di alcol e all’esposizione a radiazioni. Non è certo il caso di consigliare uno screening mammografico a tutti uomini sopra una certa età come accade per le donne. La presenza però di rigonfiamenti al petto, di increspature a livello del capezzolo e di variazioni nel colore e nella dimensione di quest’ultimo meriterebbero un approfondimento, specialmente se associate a qualche fattore di rischio.


