di Chiara Cristina Lattanzio

La Liturgia di oggi ci viene in soccorso per alleviare le nostre sofferenze e rendere meno pesanti le fatiche di ogni giorno.

Nella prima lettura Isaia ci ricorda che solo Dio è onnipotente e che non dobbiamo mai pensare che ci trascuri.
Perché ci affanniamo ogni giorno a chiedere a Dio di esaudire i nostri desideri?
Perché pretendiamo di capire quale sia la strada giusta e pretendiamo che Lui ci aiuti a percorrerla?
“Perché dici, Giacobbe, e tu, Israele, ripeti:
«La mia via è nascosta al Signore e il mio diritto è trascurato dal mio Dio»?
Non lo sai forse? Non l’hai udito?
Dio eterno è il Signore, che ha creato i confini della terra. Egli non si affatica né si stanca, la sua intelligenza è inscrutabile.”
Dio è Padre amorevole e non ci trascura mai.
Quante volte da bambini ci è sembrato che i nostri genitori non ci dessero quello che desideravamo non capendo che non era la via giusta per noi?
Quante volte poniamo dei limiti ai nostri figli e loro non ci comprendono?
Sempre nel libro di Isaia leggiamo che Dio ci dice: “Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie. Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.”
Siamo come bambini che guardando dal basso il telaio sul quale la nostra mamma sta ricamando vediamo solo grovigli di fili e ci sembra che non esista un disegno, ci sembra che i colori siano tutti mischiati e che sia solo una grande accozzaglia. Ma un giorno cresceremo e, vedendo il ricamo dall’alto, capiremo il disegno e ci renderemo conto di quanto sia perfetto.

Il Salmo responsoriale ci ricorda che Dio perdona tutte le colpe, salva dalla fossa la nostra vita e non ci tratta in funzione dei nostri errori, ma è misericordioso e pieno di amore. Pertanto la nostra anima non deve dimenticare il Suo immenso bene.

Nel Vangelo di Matteo Dio ci invita a trovare in Lui la consolazione:
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Se da lui prendiamo la forza e impariamo l’umiltà e l’amore, ogni nostro problema sembrerà piccolo e superabile.

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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