di Cristina Caruso
Gli esiti clinici dopo l’intervento chirurgico sono scarsamente descritti a livello nazionale. The European Surgical Outcomes Study è uno studio internazionale volto a valutare gli esiti dopo chirurgia non cardiaca in Europa. I risultati sono stati recentemente pubblicati sulla nota rivista scientifica The Lancet. Si è trattato di uno studio di coorte avente la durata di 7 giorni, dal 4 Aprile all’11 Aprile 2011. I dati sono stati raccolti in modo consecutivo in pazienti d’età superiore ai 16 anni in fase di degenza post chirurgia non cardiaca in 498 ospedali di 28 nazioni europee. I pazienti sono stati poi seguiti per un massimo di 60 giorni. L’endopoint primario dello studio è stato la mortalità in ospedale; mentre gli outcomes secondari sono stati la durata della degenza ospedaliera e l’eventuale degenza nel reparto di terapia intensiva. L’analisi statistica ha considerato il cut off di significatività a p < 0.05 e i tassi di mortalità tra i Paesi sono stati bilanciati con un modello di regressione logistica. In totale, i pazienti sono stati 46 539, di cui 1855 (4%) sono deceduti prima della dimissione ospedaliera. 3599 (8%) pazienti sono stati ricoverati in terapia intensiva dopo l’intervento chirurgico, con una permanenza media di 1,2 giorni (0.9 – 3.6). 1358 (73%) pazienti deceduti non sono stati ammessi in terapia intensiva. I tassi di mortalità variano ampiamente tra i diversi Paesi: da 1.2% dell’Islanda al 21.5% della Lettonia. In generale, evince come il tasso di mortalità per i pazienti sottoposti a chirurgia non cardiaca sia stato più alto del previsto. Le differenze tra i Paesi suggeriscono la necessità di intraprendere strategie nazionali ed internazionali per migliorare l’assistenza dei pazienti.


