di Cristina Caruso
L’università di Londra e quella di Helsinki hanno deciso di collaborare in una meta-analisi di studi pubblicati e non, per valutare la relazione tra stress lavorativo e malattia coronarica acuta. Sono stati utilizzati i risultati di tredici studi di coorte europei, svolti tra il 1985 e il 2006, in uomini e donne senza malattia coronarica che hanno trovato occupazione al tempo zero. Lo stress lavorativo è stato misurato con questionari già validati ed altri di tipo demand-control. I dati sono stati estratti in due fasi in modo tale che l’acquisizione e il bilanciamento delle misure relative allo stress sia stato effettuato prima del collegamento ai record per malattia coronarica. Per malattia coronarica è stato inteso l’infarto miocardico non fatale e la morte per cause coronariche. 30 214 (15%) di 197 473 partecipanti hanno riferito stress psicosociale da lavoro. Su un totale di 1.490.000 anni (follow up medio 7,5 anni), sono stati registrati 2.358 eventi di malattia coronarica acuta. Dopo adeguato aggiustamento per età e sesso, il rapporto di rischio per stress lavorativo rispetto ai partecipanti senza stress lavorativo è stato 1,23 (IC 1.10 – 1.37). Questa percentuale è risultata essere maggiore negli studi pubblicati (INTERHEART study 1.43, IC 1.15-1.77) rispetto a quelli inediti (1.16, IC 1.02-1.32). Complessivamente è stata osservata un’associazione tra stress lavorativo e malattia coronarica in base al sesso, all’età, allo status socio-economico, alla regione di appartenenza e, dopo adeguamento in base allo status socio-economico, allo stile di vita e ai fattori rischio convenzionali, come il fumo di sigaretta. Il rischio attribuibile alla popolazione considerata in relazione al carico di lavoro è pari al 3.4%. Da questi risultati si può ben dedurre come la prevenzione dello stress sul posto di lavoro potrebbe diminuire l’incidenza di malattie coronariche acute. Tuttavia, questa strategia avrebbe un effetto molto minore rispetto alla prevenzione basata sul controllo dei fattori di rischio standard per malattia coronarica.


