di Gabriella Stacchiotti

Oggi giorno molti di noi visto lo stile di vita sempre più frenetico che si conduce sono costretti ad avere uno stile di vita decisamente frenetico , insomma una bella corsa priva di limiti e limitazioni che poi non si sa bene dove porti ,Questo a causa del lavoro, degli impegni sociali e più in generale di uno stile di vita che la società in cui viviamo più o meno velatamente ci impone.Una volta accettato questo semplice fatto, cominceremo a vederechiaramente quanta parte della nostra vita ne sia influenzata.
Le nostre abitudini alimentari, ad esempio, si formano quasi sempre subordinatamente ad una serie di esigenze quotidiane: pranziamo sul posto di lavoro e quindi mangiamo un panino o andiamo ad un self service; torniamo tardi la sera e quindi “cuciniamo” cibi precotti e/o surgelati; non possiamo fare la spesa tutti i giorni e quindi acquistiamo prodotti conservati, liofilizzati o surgelati.

Inoltre sappiamo tutti quanto sia difficile orientarsi nello sterminato oceano di informazioni sull’alimentazione che ci bombardano da ogni direzione. Servizi in programmi televisivi, articoli su quotidiani e periodici, programmi in radio e, ovviamente anche siti web di tutti i tipi, dai grandi portali alle pagine personali. Come si può capire quanto di quello che leggiamo sia veroe quanto sia invece legato agli interessi più o meno diretti delle industrie che producono e commercializzano gli alimenti? Non scordiamoci mai che spesso le industrie alimentari sono più interessate ai loro profitti che alla qualità dei prodotti che vendono.
Questo ha effetti precisi sul nostro organismo, mangiamo in modo assolutamente non equilibrato alimenti dei quali non conosciamo né la costituzione né i principi nutritivi contenuti. Per non parlare del fatto che spesso non abbiamo idea di quali alimenti sia consigliabile abbinare per avere un’alimentazione corretta e sana ed in definitiva per preservare la nostra stessa salute.Da qualche decennio, in realtà proprio da quando le tecniche di preparazione e conservazione degli alimenti hanno risolto in certe parti del mondo i problemi di carestie e di mancanza di varietà nell’alimentazione, l’uomo ha perso il contatto “personale” con il proprio cibo. Non siamo più in grado di riconoscere gli odori ed i sapori degli alimenti genuini da quelli degli addittivi, non maneggiamo più le materie prime della nostra alimentazione e tutto questo porta problemi a non finire.
Occorre riacquistare consapevolezza di ciò che mangiamo, degli effetti che i cibi ed i loro costituenti hanno sul nostro organismo. Occorre reimparare a manipolare, trattare, cucinare e conservare correttamente gli alimenti.Svegliamoci e riassaporiamo davvero il reale senso del cibo e bella cucina ne va della nostra vita e della nostra salute

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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