di Daniela Cerino
Il governo Monti, con la ‘spending review’ introdotta nel patto di stabilità, ha inasprito ulteriormente l’attuale momento di crisi e recessione che sta vivendo il Paese. Questo atteggiamento è di forte irresponsabilità e stimola solo la lotta tra poveri e la diseguaglianza sociale.
La redazione di Ventonuovo ha intervistato il dott. Paolo Dominici, Segretario Provinciale della Uil Fpl di Roma che denuncia i drammatici tagli a tutti i fondi che sostengono i servizi sociali e i sistemi locali di welfare e chiede al Governo di fare altre scelte per evitare di indebolire ulteriormente le disuguaglianze nella nostra società. In particolare: le Cooperative Sociali nei vari territori per la riduzione dei servizi da parte dei committenti pubblici; i ritardati pagamenti delle prestazioni; il taglio del 10% dei costi di fatturazione, il 5% previsto con la spending review da luglio 2012 e un ulteriore 5% a partire da Gennaio 2013 previsto dalla Legge di Stabilità; l’aumento dal 4% al 6% dell’IVA; la cassa integrazione in deroga; la verifica dell’applicazione contrattuale nonché degli accordi territoriali in deroga.
Il segretario vede queste azioni come ‘una costrizione e non una scelta’ e la tassazione alle cooperative come ‘grave danno sociale collettivo, con la conseguente riduzione dei servizi e la crisi di un settore ‘del futuro’ viste le condizioni in cui versa il paese’. Le cooperative rischiano quindi di diventare un segmento vuoto in cui nessuno vuole investire mettendo a rischio, ad esempio l’assistenza ospedaliera e gli asili nido.
‘La Uil Fpl’, continua Dominici, ‘considera questa decisione assolutamente fuori da ogni logica e si pone contro il governo Monti e contro tutti i suoi provvedimenti poiché vengono chiesti solo sforzi alla collettività’. ‘Tagliando i servizi, si taglia il futuro, la Uil continuerà a vigilare su questa situazione proponendo soluzioni diverse poiché queste criticità stanno creando un clima di forti tensioni.. Bisogna eliminare costumi di malgoverno e la spending review è un provvedimento iniquo che reca solo arretratezza e non incentiva la ripresa del paese’.
‘Chi ha pensato questo se ne assumerà pesanti conseguenze’, conclude Dominici.



