Caro Mr. Strawberry, si muove in una zona narrativa difficile da definire, ma proprio per questo interessante. È un testo che vive tra il diario e la costruzione simbolica, tra confessione e forma letteraria. Non segue una trama tradizionale, ma costruisce un percorso emotivo coerente. La frase “Per non morire dentro” rappresenta una dichiarazione di necessità. La scrittura qui non è esercizio, ma sopravvivenza. La struttura epistolare funziona perché non è rigida. Le lettere diventano spazi aperti, contenitori in cui l’autrice si muove liberamente. Mr. Strawberry assume un valore quasi archetipico: non è importante chi sia, ma cosa rappresenti. È il destinatario ideale di un dialogo che è anche interiore. Il testo richiama, in modo leggero, alcune suggestioni della narrativa simbolica e introspettiva. Dal punto di vista stilistico alterna registri diversi, mantenendo una coerenza emotiva. Non tutto è levigato, e forse è proprio questo il suo punto di forza. Il libro non procede in linea retta, ma per stratificazioni. Ricordi e consapevolezze emergono e ritornano. Concludendo, rimane una traccia sottile ma persistente, più emotiva che narrativa.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.