di Stacchiotti Gabriella
Gli esperti e gli studiosi dell’età evolutiva, ci comunicano che è tra i quattro e i cinque anni , che i bambini cominciano a comprendere la differenza tra fantasia e realtà, tra cose vere e cose non vere, ed è proprio a partire da questa età che i piccoli iniziano ad affinare la tecnica del raccontare bugie, il più delle volte per sfuggire a una punizione o sottrarsi a una ramanzina.
È fondamentale, quindi, in questa fase della crescita, spiegare a un bimbo che mente che le bugie non vanno raccontate e sgridarlo e punirlo ogniqualvolta lo si coglie in flagrante: bugiardi non si nasce, ma lo si diventa e lo si diventa proprio a partire da questa età.
C’è, però, da dire che per un fanciullo così piccolo “bugia” non è solo quella raccontata da lui alla mamma o al papà, ma qualunque cosa venga detta e poi non mantenuta nella realtà dei fatti. È per questo motivo che, in questo periodo, è essenziale non dire al bambino cose che poi, di fatto, non potrebbero trovare riscontro nella vita quotidiana, per non istillargli l’idea che a mentire sono tanto i piccoli quanto gli adulti e che la bugia sia un tramite di comunicazione valido come un altro, ossia quello della verità.


