Non c’è tecnica che tenga se manca il “sugo”, dice Rotella, e nel suo nuovo brano fonde la forza del pop-rock con un’intimità senza filtri. Un invito a vivere con coerenza, a non lasciarsi schiacciare dal giudizio, a scrivere la propria storia a voce piena e mani nude.

“Devi dimostrare” parla di prendere in mano i propri talenti e di affrontare la vita senza paura. Quanto questo brano rispecchia il suo carattere e il suo percorso personale?

Una cosa che i miei genitori hanno saputo fare bene è quella di insegnarmi a non piangermi mai addosso e a contare sulle mie capacità. Come dice la canzone “ognuno in se ha un po’ paura di perdere” ma superando i nostri limiti possiamo accorgerci di essere migliori di quello che abbiamo creduto fino ad ora.

Il testo unisce determinazione e delicatezza. Come ha trovato il giusto equilibrio tra durezza del messaggio e calore emotivo?

Questa è una cosa che non mi spiego, nel senso che quando scrivo non penso in modo razionale, spesso il senso della canzone lo scopro anch’io quando la finisco. Vado dietro alla frase precedente senza una direzione precisa, poi ad un tratto diventa tutto logico, almeno per me…

Il rapporto tra musica e parole nel singolo è molto forte. Parte prima dal testo o dalla melodia quando scrive una canzone ?

Dipende, capita in vari modi, scrivo per fermare le emozioni e poterle rivivere ogni volta che le canto nelle canzoni. In questo mondo dove tutto passa sempre più velocemente cerco di fare in modo che ogni cosa rimanga eterna. Quando scrivo sono fermo, ma non resto immobile di fronte a quello che succede fuori, copro i lividi e i limiti chiudendo tutto dentro l’ attimo di una canzone.

Il brano invita a non prendersi troppo sul serio. E’ un consiglio che vale anche per chi fa musica oggi?

Se si riesce a non prendersi troppo sul serio si vive sicuramente meglio, ma la teoria la sappiamo tutti molto bene, metterla in pratica costa fatica. Per chi fa musica non mi sento di dare consigli, voglio solo dire che bisognerebbe scrivere per il bisogno di farlo e che il successo dovrebbe essere la conseguenza, non l’unica cosa che conta.

Nella sua carriera ci sono state tappe importanti come festival e rassegne. Quanto hanno influito sulla sua crescita artistica?

Ogni cosa fa esperienza, ogni volta che sali sul palco acquisisci sicurezza e impari a interagire con il pubblico. Quando senti tornare indietro le emozioni che cerchi di dare è una cosa incredibile e alla fine di ogni concerto non vedi l’ ora di iniziare il prossimo.

Dove immagina che “Devi dimostrare” possa portarla nei prossimi mesi, tra concerti, nuovi singoli e obiettivi professionali?

Qualche progetto in piedi c’è già ma mi lascio trasportare dagli eventi, non mi aspetto niente ma mi farò trovare pronto a qualsiasi cosa mi riservi la musica. Sarò pronto a “Dimostrare”.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.