Dopo anni di ricerca musicale, Fil torna con “Sospiro”, un brano che unisce sonorità raffinate e introspezione poetica. Tra sogni, ricordi e nostalgie, l’artista esplora l’amore come un moto interiore che supera confini e generi, affermando la necessità di vivere e sentire con il cuore.

Come definiresti l’identità musicale di Fil oggi?

Si tratta di continui mutamenti , di accettarsi mano a mano per quello che si è e che si vorrebbe esprimere.

In “Sospiro” si percepisce una grande delicatezza nei suoni e nelle parole. Come trovi l’equilibrio tra emozione e tecnica?

Amo la musica ma sempre meno le ideologie, sono parte di tutto ma rappresento una persona con tutto quello che ne conviene , forza e debolezza, amori e rabbie ecc.

Il tuo percorso musicale ha attraversato generi diversi. Cosa ti ha spinto ad abbandonare il rap e virare verso queste sonorità più intime?

Cercare di non dover dimostrare ma esprimere qualcosa è il motore che muove il tutto.

Pensi che l’amore sia ancora il centro della narrazione musicale contemporanea?

Ogni genere predilige temi in particolare ma l’ amore potrebbe rimanere uno dei temi più trattati.

Che tipo di ascoltatore immagini mentre componi le tue canzoni?

Non mi capita d’immaginarie i possibili ascoltatori ma ogni canzone esprime qualcosa in modi diversi, questo forse apre anche a più ascoltatori .

Nel panorama musicale italiano, chi senti più vicino al tuo percorso artistico, anche solo per affinità emotiva?

Non seguo troppo il panorama italiano, ma tra tutti devo dire che i Tamango sono un gruppo che merita più di un ascolto.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.