Nel nuovo singolo «Parti», Pascàl mette a nudo le proprie emozioni, costruendo un racconto sonoro fatto di ricordi, sogni e fragilità. Un brano che alterna dolcezza e inquietudine, confermando l’artista come una delle voci più sincere e trasversali della scena indie-pop contemporanea.

Nel comunicato parli di «assenza che pesa». Quanto è importante per te riuscire a dare voce alle emozioni più intime attraverso la musica?

Per me quello è l’obiettivo principale, sono una persona abbastanza timida, tutto quello che è all’interno dei miei brani è tutto ciò che non riuscirei ad esprimere nella vita di tutti i giorni.

In «Parti» c’è un forte legame con l’estate, con un tempo che finisce. Sei legato a stagioni particolari per scrivere?

Chi mi ascolta sa che ho un legame molto particolare con l’estate.

Cosa significa per te oggi essere un cantautore?

Per me essere un cantautore significa sentirmi libero.

Come immagini la tua carriera tra qualche anno? Hai obiettivi precisi che vuoi raggiungere?

Non riesco ad immaginare degli scenari futuri, ma posso anticiparvi che ho molti obiettivi che riguardano la mia musica, siamo solo all’inizio.

Hai già ricevuto dei feedback da parte del pubblico su «Parti»?

Sì al pubblico sta piacendo molto il brano, soprattutto molte persone ci si ritrovano, e per me questa è già una vittoria.

Che ruolo ha la Sardegna, tua terra d’origine, nel tuo modo di fare musica?

Ha un ruolo principale nel mio modo di fare musica, ma non solo, ha un ruolo importante anche nella persona che sono, nel mio modo di pensare ecc.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.