Nicola, come nasce l’idea di Riflessioni in musica? C’è stato un evento o un periodo che ti ha spinto a comporre questi brani?
L’ idea di “Riflessioni in musica “nasce dal mio modo di comporre che si ispira a delle riflessioni personali con dei caratteri interiori e di stati d’ animo. Questi brani sono stati composti in periodi particolari, si riferiscono a persone che ho conosciuto o ad avvenimenti realmente accaduti in momenti particolari della mia vita.
L’album è per sola chitarra classica: una scelta estetica, tecnica o emotiva?
L’ album è per sola chitarra perché questo strumento è per me “la mia compagna di vita” che mi permette di esprimermi sia in modo emotivo che tecnico.
Ogni brano ha un’ identità distinta. Come lavori alla costruzione narrativa di un pezzo strumentale?
Si, ogni brano ha un’identità distinta. Quando compongo lavoro molto sull’ improvvisazione e quando mi piace un’idea la elaboro, la memorizzo e infine creo un brano musicale.
Qual è il ruolo del silenzio nelle tue composizioni?
Il silenzio è molto importante per me anche nella vita quotidiana e penso che delle pause di silenzio nella musica sono importanti, anche se nei miei brani ne ho inserite poche o nessuna. Il silenzio si deve ravvisare anche nella successione dei brani che si susseguono e si devono ascoltare in un momento di tranquillità o momenti di lettura di testi dove i miei brani vengono eseguiti come sottofondo.
Hai citato Leo Brouwer tra i tuoi riferimenti. Quale dei suoi insegnamenti ti ha influenzato maggiormente?
Si, ho citato Leo Brouwer tra i miei riferimenti perché tempo fa ho frequentato una masterclass di composizione dove Brouwer selezionò una mia composizione per una sua pubblicazione per la Carish che fu curata da Roberto Fabbri. Gli insegnamenti di Brouwer che principalmente mi hanno influenzato sono stati quelli di comporre i miei brani di musica in stile contemporaneo, anche se in questo genere mi ispiro molto anche a Schomberg , Petrassi e Stravinsky e devo ribadire che in questo album non ci sono brani di questo genere.
Dal punto di vista didattico, quanto il tuo lavoro come insegnante nutre quello da compositore, e viceversa?
Dal punto di vista didattico queste due figure, anche se sono diverse, si inseguono e si muovono in parallelo in quanto nell’ insegnamento sono importanti oltre all’aspetto didattico-pedagogico anche l’aspetto compositivo e di arrangiamento dei brani sia solistici che di gruppo.
Cosa immagini per questo album in termini di ricezione? Preferisci un ascolto meditativo o un’analisi strutturale da parte del pubblico?
Per questo album credo che gli ascoltatori preferirebbero un ascolto meditativo e non di una analisi strutturale. Con il passar del tempo, però i mie brani potrebbero diventare cavia per un’analisi di struttura armonica e melodica.

Riflessioni in musica non è solo un titolo evocativo, ma una vera e propria dichiarazione di intenti. Albano dimostra che dietro ogni suono essenziale può nascondersi un universo complesso. La chitarra, nel suo tocco, si fa pensiero, e il pensiero si trasforma in musica che resiste al tempo e alle mode.


