Oggi incontriamo Davide Ferrari, autore di un’opera provocatoria e visionaria: “Angeli e Asini, il raglio di Travaglio”. Un titolo che già di per sé è una dichiarazione d’intenti: ironico, irriverente, e profondamente politico. In questa nuova avventura narrativa, Ferrari trasforma Marco Travaglio in un moderno Robert Langdon, protagonista di una parodia dei thriller di Dan Brown, ma ambientata tra i misteri della Repubblica italiana, il Vaticano e le oscure trame del potere. Sulle orme delle profezie di Papa Giovanni XXIII e degli insegnamenti spirituali di Sai Baba, l’autore costruisce una narrazione che mescola satira, spiritualità ed esoterismo, con lo scopo di far luce — tra realtà e fantasia — su dinamiche storiche e attualissime, come la deriva democratica, l’influenza dei poteri occulti, e l’ascesa di una silente dittatura digitale. Ferrari ci porta in un’Italia sospesa tra passato e futuro, tra rivelazioni e visioni, e lo fa con uno stile originale e dissacrante.

In che modo la pandemia e le restrizioni vengono chiamate ad incidere sulla trama?
Esse sono il motore della trama. Se non vi fossero state pandemia e restrizioni il romanzo non sarebbe iniziato. Tutta la trama si svolge a causa di esse. Travaglio si unisce ai ‘novax’ e dovrà vivere la loro vita d’inferno.
Allegorie a parte, quali personaggi reali prendono vita nei due romanzi? Se ce ne sono…
Ne il codice Berlusconi, abbiamo il Premier, poi alcuni uomini di destra, come Bocchino, la Carfagna, Rotondi, Mastella. Quindi i big mondiali, Obama, Putin.
In Angeli e Asini ve ne sono molti di più. Innanzitutto di Maio, il Camerlengo e il suo fido Speranza a cospetto con alambicchi di Montagner. Poi intervengono medici come Stramezzi, la Viola, Bassetti, Pregliasco, Ricciardi, Burioni e poi giornalisti come Mentana, Parenzo, Vespa, la Lucarelli, quindi Gracis, di Bella, Mantovani, Ciani. Uomini di primo piano come Cacciari, Mattei, Freccero fino a Mattarella e Biden in persona e infine molti altri personaggi della controinformazione, da Mazzucco a Fracassi, da Citro alla Bolgan, passando per Montanari e la Ballanzoni, e molti altri ancora.

A proposito di personaggi, mi incuriosisce Sophie Nevjeust: tra lei, Travaglio e i misteri vaticani che relazione c’è?
Lei è la voce della coscienza più profonda e viva, Travaglio è colui che la ascolta, che la sprona, che la indirizza. E che la esorta ad emergere nel mondo facendosi lui stesso da parte.
Altra cosa che mi incuriosisce è l’idea della “terza Italia”: di cosa parliamo? Sembra una cosa apocalittica…
La Terza Italia era stata annunciata dalle profezie di Papa Giovanni. Era il tempo della riscossa del nostro Paese dopo lunghi periodi di malaffare, inganni e sangue. Si, è qualcosa di apocalittico. Nel romanzo Travaglio, Sophie e i loro amici ci portano a cospetto della Terza Italia.


