Si è tenuto ieri sera il concerto della band P.A.O. al Wishlist, nel quartiere San Lorenzo di Roma.
Durante l’evento live sono stati presentati dal vivo alcuni brani cult della band e anche il nuovo progetto di Antonio Pignatiello e del batterista Gianfilippo Invincibile, con la produzione artistica di Filippo Gatti. Il disco d’esordio A Cuore Aperto fonde rock e cantautorato, con una spiccata attenzione e sensibilità artistica nei confronti della veridicità del suono, registrato in presa diretta per preservarne l’immediatezza.
Il debutto è stato costellato da un mix di suoni eterei e intimi, inseriti in un flusso di coscienza atto a riscoprire l’autenticità dell’essenza umana nel suo “hic et nunc”.
La musica dei P.A.O. riesce a tessere i fili di un momento che appare sospeso tra sogni e realtà, in un viaggio introspettivo dal carattere universale e ricco di suggestioni filosofiche che evocano la purezza di una vitalità che rischia di scomparire a seguito dei costanti input del mondo digitale.
Antonio Pignatiello, docente di italiano e storia al liceo e cantautore della band, ha sottolineato quanto i brani del nuovo album siano un punto di riflessione, un monito per gli ascoltatori e un elogio alla fragilità, all’essenza dell’essere umano, alla purezza della vita e delle relazioni.
Il concerto – un vero e proprio viaggio tra hit e musiche del nuovo album A cuore aperto – ha saputo restituire una narrazione musicale e scenografica, basti pensare al brano Roma stanotte fatto di parole ed emozioni nate da una penna introspettiva che si apre all’esperienza collettiva.
“Ogni volta che una donna viene uccisa, non è un caso isolato. È il riflesso di un sistema antico, di una cultura patriarcale che ancora oggi decide chi vale, chi parla, chi sopravvive – ha dichiarato Antonio Pignatiello dopo aver cantato “Eva” – ed Eva non è solo una figura biblica. È ogni donna zittita, esclusa, violata. È la madre originaria e tutte quelle che sono venute dopo. È la memoria del mondo che abbiamo perso e il desiderio di un mondo nuovo. Quello che è accaduto negli ultimi giorni – ha continuato il cantautore – ci ha colpiti ancora. Due donne uccise in due giorni. E il dolore è diventato rabbia.
A Roma, migliaia di studentesse e studenti si sono radunati per dire basta. Hanno portato nomi, volti, voci. Hanno intitolato le scuole alle donne scomparse. Hanno chiesto ciò che manca: educazione, ascolto, giustizia, verità. È tempo di scegliere da che parte stare. Non basta indignarsi. Bisogna disimparare un sistema intero. Ricostruire relazioni nuove. Cambiare le parole. Dare spazio alla cura. Eva è anche questo: un invito a guardare dentro, a ricominciare da chi è stata cancellata. Per chi non c’è più, per chi è ancora qui. Per tutte.”