di Giuliano Raponi

In data 13 novembre 2012 si e’ tenuta presso la sala riunioni in Via delle Vergini del Comune di Roma in presenza dell’On. Ludovico Todini, una conferenza stampa per presentare un’Indagine conoscitiva sulla violenza verso il maschile.

Lo studio e’ stato pubblicato sulla “Rivista di Criminologia, Vittimologia e Sicurezza” (http://www.vittimologia.it/rivista/articolo_macri_et_al_2012-03.pdf) e depositato recentemente come opera realizzata con metodo scientifico e comportante un reale avanzamento delle conoscenze scientifiche e/o innovazione presso la Biblioteca Centrale G. Marconi del CNR (http://eprints.bice.rm.cnr.it/4336).

Nonostante esista un’approfondita letteratura scientifica prodotta in diversi Paesi del mondo che analizzi la violenza nella coppia in maniera omnicomprensiva, nulla era riferibile all’Italia e questa ricerca risulta pertanto essere innovativa ed assume un ruolo di rilievo proprio dal momento in cui ha trattato un argomento rimasto da noi curiosamente inesplorato prima, quello della violenza subita dall’uomo.

In modo analogo allo studio ISTAT, con il quale si e’ affrontata “La violenza e i maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia, Anno 2006”, le aree di indagine del questionario hanno riguardato la violenza fisica, violenza sessuale, violenza psicologica/economica ed atti persecutori. E’ stata effettuata su un campione di 1058 soggetti di sesso maschile di eta’ compresa tra i 18 ed i 70 anni di cui l’83,2% dei casi aveva figli ed oltre il 54% era separato o divorziato.

Per cio’ che riguarda la violenza fisica i risultati rilevanti riguardano la minaccia di esercitare violenza (63,1%), il lancio di oggetti (51,2%) e le percosse con schiaffi, calci, pugni e morsi (58,1%).

Nel caso della violenza sessuale e’ da rilevare che nessuna delle risposte positive e’ in percentuali superiori al 50%; la percentuale maggiore (48,7%) riguarda il rapporto intimo avviato ma poi interrotto dalla partner senza motivi comprensibili che causano una gamma di turbamenti che vanno dal malessere fisico all’insonnia, dalla mortificazione nel sentirsi rifiutato al dubbio di non essere piu’ desiderato, dal timore di non essere in grado di soddisfare il partner al dubbio che in precedenza la stessa abbia simulato un piacere mai provato, dal dubbio del tradimento alla sensazione di inadeguatezza, dal timore della stabilita’ della coppia al calo dell’autostima, etc etc.

Poi c’e’ la violenza psicologica ed economica che e’, pur sotto molteplici aspetti, il tipo di violenza piu’ diffusamente subita dagli uomini. In questo caso risulta essere particolarmente elevata la percentuale di donne che insultano, umiliano, provocano sofferenza con la parole (75,4%). La separazione e cessazione di convivenza, specialmente in presenza di prole, costituiscono un terreno particolarmente fertile per comportamenti che implicano una violenza psicologica, con minacce di chiedere la separazione, togliere casa e risorse, ridurre in rovina (68,4%), di portare via i figli (58,2%), di ostacolare i contatti con i figli (59,4%) ed addirittura di impedire definitivamente ogni contatto con i figli (43,8%).

Per gli atti persecutori si rileva che il fenomeno seppur presente, non assume la portata delle aree indagate in precedenza, anzi e’ interessante rilevare che la percentuale piu’ alta si riscontra nella dichiarazione di non aver mai subito atti persecutori (34,8%). Le telefonate indesiderate, invio di email ed sms, ricerca insistente di colloqui e danneggiamento di beni sono le tipologie di stalking che superano il 30%.

Le proiezioni dei risultati sull’intera popolazione maschile tra i 18 ed i 70 anni (20.717.815), risultano essere analoghi alle proiezioni ISTAT sul target femminile con 5.031.000 di uomini che hanno subito almeno una volta violenza fisica per mano di una donna; 3.883.000 che hanno subito violenza sessuale, 6.155.000 (29,7%) che hanno subito violenza psicologica e 2.543.000 (12,3%) che hanno subito almeno un atto persecutorio ad opera di una donna nel corso della vita.

In conclusione, il risultato di questa ricerca stravolge il pregiudizio creatosi nella popolazione grazie anche alla complicita’ di stereotipi televisi e pubblicitari che fino ad ora vedevano la violenza sempre e solo provenire da un soggetto attivo maschile contro le donne e pertanto, da questo momento il termine violenza anche in Italia assumera’ un significato asessuato e non si potra’ piu’ parlare solamente di donne come soggetti che subiscono violenza, ma anche come soggetti che mettono in atto azioni che a loro volta causano violenza.

Potremo dire che finalmente qualcosa si comincia a muovere nella direzione delle oggettivamente impari e vere pari opportunita’ e lo stesso On. Todini, prendendo atto della ricerca presentata, si e’ personalmente impegnato a produrre quegli atti di competenza di un Consigliere Comunale come interrogazioni, mozioni e delibere per dare un segnale che indichi l’avvio di un lungo processo di cambiamento culturale e si adoperera’ affinche’ presto i centri SOS Donne del Comune di Roma vengano tramutati in Centri SOS Persone senza alcuna specificita’ di genere.

Subito dopo la Conferenza Stampa si e’ aperto il secondo incontro del Tavolo Tecnico “La bigenitorialita’ salva le famiglie”. Erano presenti, oltre all’On. Ludovico Todini, il Dott. Fabrizio Adornato, Dott. Fabio Nestola (FeNBi), Avv. Carlo Ioppoli (ANFI), Dott. Vincenzo Spavone (GESEF), Dott. Giuliano Raponi (Coordinamento Bigenitorialita’ di Assotutela) e Maria Bisegna (Nonni e Nonne Penalizzati dalle Separazioni).

In tale circostanza si e’ preso atto della delibera 302 di Roma Capitale approvata in data 25 ottobre 2012 che, tenendo in considerazione le difficolta’ dei separati, ha riconosiuto una priorita’ nell’assegnazione delle case popolari a coloro che in seguito ad una sentenza di separazione sono stati obbligati ad abbandonare il loro alloggio.

 

 

 

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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