Una fotografia per tornare sul suono e sulla parola di Lisa Brunetti in arte Helle. Cantautrice che di recente ci regala l’ascolto di una terza opera personale dal titolo “La colpa”, lavoro denso di personalità e di attenzione per la narrazione… non è un caso che il disco pone come sottotitolo il concetto di “Racconto in 9 canzoni”. È un amore concreto ma sentito come ostacolo alla libertà, concetto caro ad Helle che da tempo si ferma sui colori accesi (o a pastello come piace pensare a me) dell’emancipazione dell’io sulle costrizioni (spesso puramente sociali, di forma e di etichetta) che viviamo ogni giorno. È un suono leggero, sottile, fatto di attenzioni…

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I colori di questo disco: ha senso di parlare di colori tiepidi, a pastello, mai troppo accesi?
Oddio, può essere. Io me li immagino prevalentemente caldi, gialli, poi arancioni, rossi o al massimo bordeaux. Sono molto contenta di questo fatto: solitamente i colori della mia musica sono freddi.
La natura che peso ha per questo nuovo lavoro?
La natura umana, o la natura del nostro pianeta? Se parliamo del secondo tipo, sicuramente ne “La colpa” la natura è puramente suggestiva, d’immagine. Ne “La Liberazione”, ha assunto invece un ruolo quasi narrativo, di maggiore peso. In quest’ultimo disco si guarda maggiormente all’essere umano che siamo, o che vorremmo diventare. È una critica profonda verso la nostra natura, talvolta guidata da pulsioni effimere, sporche, seppur necessarie.
È un lavoro di consapevolezza o di scoperta della donna che sei e che stai diventando?
“La colpa” parla della verità di un individuo, verità che in realtà, a mio parere, subisce notevoli ammorbidimenti a seconda delle contingenze della vita. Qui prendo coscienza dei difetti più grandi della mia persona, ecco, o meglio dire: prendo coscienza di ciò che non vorrei assolutamente essere.


