“Where I’m Coming From”: l’album postumo di George Brown, indimenticato membro fondatore della Kool & The Gang

Lo scorso 13 settembre è uscito l’album postumo di George Brown, co-fondatore dell’iconico gruppo Kool & The Gang, grande songwriter, polistrumentista, scomparso nel 2023 all’età di 74 anni. “Where I’m coming from” fa capire ancora una volta quanto George fosse un musicista di talento senza precedenti e racconta la storia della sua vita con un mix di narrazioni personali quanto mai accattivante e molto personale attraverso suoni che spaziano dall’R&B al soul ma anche alla bossanova, pop e funk, insomma un vero e proprio viaggio dentro “l’universo George Brown”.

Il disco, con la produzione esecutiva di Claude Ismael (già al lavoro con artisti del calibro di Toni Braxton, Frank Zappa  e Barry White fra gli altri) è dunque l’eredità di un grandissimo senza tempo che ha lasciato un segno indelebile nella storia della musica mondiale. La sua arte continua e continuerà sempre ad ispirare ed elevare il pubblico di tutto il mondo. Hahn Brown, vedova di George, ci ha aperto le sue porte per parlare di questo ultimo regalo in musica che George ha lasciato, ma non solo, ci ha fatto capire ancor di più quanto fosse un uomo sensibile verso i problemi del mondo e verso la gente che lo circondava.

“Where I’m Coming From”: l’album postumo di George Brown, indimenticato membro fondatore della Kool & The Gang – intervista a Hahn Brown, vedova di George

“What if” è il singolo che ha anticipato l’uscita dell’album postumo di George Brown, “Where I’m coming from”. Che sonorità ha questa canzone, come è nata e che tematiche tratta?

“George ha scritto questo pezzo perché aveva una grande sensibilità nei confronti della vita, degli avvenimenti nel mondo e in particolare in Europa, ma soprattutto verso la gente. Lui ha voluto scriverlo per dire a tutti che dobbiamo essere uniti. George traeva ispirazione dalle sue esperienze, ma anche dal mondo che lo circondava: i suoi testi riflettevano le sue emozioni, era un osservatore della vita”.

Che suoni ha questa canzone? Ricorda la sua carriera o cerca altro?

“Lui ha voluto sempre creare un suo sound personale, nel caso di questa canzone specifico e molto particolare, ma soprattutto diverso.  Anche di notte … sognava una melodia, si alzava e andava subito al piano”

Una carriera straordinaria quella di George Brown: se lei pensa a George musicalmente come lo descriverebbe?

“George era nato con un talento incredibile. Ha iniziato a suonare batteria, piano, a fare arrangiamenti, a suonare musica classica. Aveva la musica nel sangue. Come ho detto, un talento innato!”

Kool & The Gang …. George membro fondatore di una band seminale per la musica mondiale: come descriverebbe il percorso fatto da George con loro e invece che differenze ci sono con quello da lui fatto da solista?

“George era un creativo, sempre immerso nella musica. Ha iniziato a scrivere per la band fin dall’inizio della nostra relazione, ma solo in seguito ha intrapreso il suo viaggio solista. Ha collaborato con gli altri membri del gruppo, nel comporre le loro canzoni, era stato fra i fondatori. Per il suo progetto da solista, ha cercato poi altre strade seguendo tutta la sua sensibilità che lui aveva soprattutto per la sua famiglia”.

Quali erano le fonti di ispirazione di George Brown quando scriveva la sua musica?

“Ha sempre parlato delle sue emozioni, delle problematiche del mondo, sul modo che la gente ha di vivere. Come ho già detto aveva una grandissima sensibilità. Trasformava un’idea sognata in musica scrivendo subito una canzone. Ciò che vedeva nel mondo lo portava nelle sue composizioni. In particolare con “What if” … la guerra, la Palestina: lui ha sofferto per tutto questo e la canzone viene fuori proprio da questa sua profonda sofferenza per gli eventi bellici. Lui voleva come ho detto che noi fossimo tutti uniti e come fratelli: non dobbiamo cioè dividerci”.

Che stile musicale ha l’album “Where I’m coming from”?

“È stato inizialmente un lavoro nato in collaborazione con la Kool & The Gang. Quando poi George ha deciso di farlo diventare invece il suo disco solista,  si è staccato anche dal punto di vista sonoro ed emozionale dallo stile della band trovando dei suoni molto personali che non hanno niente a vedere con quelli loro. Questo album, questi arrangiamenti ti permettono di conoscere il vero George: è la sua identità come musicista, arrangiatore, produttore. Ha scritto tutto lui. Non ha niente a che vedere con il discorso creativo che c’era quando lavorava con gli altri”.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

More Posts - Website

Follow Me:
TwitterFacebookGoogle Plus

Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.