Sono passati 29 anni da quando il mondo del cinema italiano perdeva uno dei suoi più illustri registi: Nanni Loy, autore, regista e uomo di spiccata cultura, che ha avuto il merito di aver introdotto per la prima volta l’uso della telecamera nascosta, grazie al programma televisivo Specchio segreto nel 1964.
La sua carriera artistica prende il via attraverso le innumerevoli collaborazioni con i maestri come Goffredo Alessandrini, Luigi Zampa e Augusto Genina e approfondisce le tecniche cinematografiche – affinandole e innovandole con un singolare occhio registico che verrà tramandato ai posteri – durante gli anni trascorsi presso il Centro sperimentale di cinematografia.
Uomo dotato di un immenso senso dell’umorismo, dirige film come Parola di ladro e Audace colpo dei soliti ignoti che nascondono un velato spunto di riflessione sul mondo e sull’essere umano, con una leggerezza capace di suscitare il riso e, insieme, la capacità di ragionamento.
Tra gli altri suoi contributi al cinema rientrano i film sulla Resistenza, quali Un giorno da leoni e Le quattro giornate di Napoli e quelli rappresentativi dalla sua innata attenzione al sociale e alla realtà circostante con temi sulla famiglia e sul Boom Economico, come emerge in Detenuto in attesa di giudizio e Sistemo l’America e torno.
A partire dagli anni Settanta partecipa attivamente a molte trasmissioni televisive come Café Express, Testa o croce, Mi manda Picone, Amici miei – Atto IIIº, Scugnizzi e alla miniserie di successo A che punto è la notte degli anni Novanta.
Il suo contributo artistico ad un periodo ricco di cambiamenti dal punto di vista culturale, storico e sociale – riversatisi, poi, anche nel panorama cinematografico – lo ha portato a diventare membro attivo dell’Associazione autori cinematografici italiani e a godere dell’immenso consenso del pubblico televisivo, catturando i cuori di milioni di telespettatori con i suoi programmi innovativi, grazie ai quali è riuscito ad ottenere importanti premi e riconoscimenti nella sua carriera, come il Nastro d’argento per la regia e la sceneggiatura e l’Oscar per il soggetto e la sceneggiatura.