Camille Pissarro, nato il 10 luglio 1830, è tra i più celebri esponenti dell’impressionismo – corrente artistica che deve il suo nome all’opera di Monet “Impressione, levar del Sole” – che si concretizzò con la prima mostra risalente al 1874 a Parigi.
Imbevuto di arte, natura e paesaggio, le opere di Pissarro sono altamente influenzate e in sincronia con i rappresentanti dell’Impressionismo, con i quali condivideva la pittura en plein air, la predilezione per le pennellate veloci atte a cogliere l’attimo fuggente del momento presente, i colori vivi del paesaggio naturalistico che fungeva da cornice all’intera poetica impressionista.
In virtù di questa ideologia improntata alla naturalezza del mondo circostante, il contributo di Pissarro si intrecciava con lo sguardo interessato anche alle vedute delle città, basti pensare alle vie di Parigi, di Londra, di Rouen, di Dieppe, opere molte apprezzate dallo scrittore Émile Zola.
Dopo essersi formato alla scuola di Passy, grazie alla quale apprese l’amore per il disegno, entrò nell’atmosfera parigina che pullulava di circoli di artisti come il pittore danese Fritz Melbye, Courbet – dalle cui opere fu subito affascinato, diventando uno dei suoi punti di riferimento – e, in particolare, Corot.
Duranti gli anni in Gran Bretagna, l’avvicinamento a Constable e Turner fu decisivo per la maturazione della sua identità artistica, sempre alla ricerca di unità, di un uso sapiente e vivace del colore e di un’atmosfera paesaggistica in sintonia con i mutamenti della realtà e la spontaneità delle scene di vita quotidiana, come mostrano le opere “Peasant Girl with a Straw Hat” – che si concentra sulla fatica dei contadini – e “La prima colazione” – che rappresenta una donna, a inizio giornata, intenta a bere una tazza di caffè.

Non aver paura della natura: devi essere audace correndo il rischio di rimanere deluso e di commettere errori.”