“Prima di emettere giudizi demagogici o ideologici, il superbonus dovrebbe essere discusso razionalmente, attraverso un’analisi approfondita dei dati e dei fatti sperimentali e sperimentabili, considerando la sua complessità”, così in una nota Pietro Paganini, Professore e analista socioeconomico, in merito al provvedimento sul superbonus. E spiega “innanzitutto, nasce come un investimento. Pertanto, va valutato in base ai risultati che ha ottenuto e che ci si aspetta otterrà in futuro. Ha sicuramente contribuito al PIL, ma di quanto? Questo calcolo permetterebbe di effettuare una prima valutazione. Il miglioramento degli edifici-prosegue Paganini- comporta a lungo termine risparmi energetici, ossia minori consumi di materie prime che importiamo. Una buona coibentazione riduce il consumo di gas o gasolio in inverno e di elettricità in estate, diminuendo così le importazioni, l’impatto ambientale e gli attriti geopolitici. Anche in questo caso-sottolinea- è necessaria una stima, difficile ma fattibile. Il miglioramento delle condizioni abitative e urbane incrementa indubbiamente il benessere individuale dei cittadini. Questo è difficilmente quantificabile e traducibile in risparmi, ma rappresenta sicuramente un obiettivo sociale e politico con importanti ricadute, anche economiche. Lavorare in un ambiente più temperato e con minor consumo energetico in estate porta benefici economici e psicosociali, aspetti sui quali porrei molta attenzione”. Infine “una volta effettuati questi calcoli e presentate le stime, i cittadini potranno formulare un giudizio finale, traducibile in un sostegno o meno elettorale. Di certo, i cittadini sono confusi da un dibattito in cui si fa credere che il superbonus sia il bene o il male assoluto, causa di tutti i debiti in un paese spendaccione e poco trasparente. In questo contesto, i truffatori sembrano essere i politici e i media”, conclude il Prof. Pietro Paganini.