Nino Manfredi è stato uno dei grandi attori che ha conquistato il cuore e l’interesse televisivo degli italiani attraverso i tanti ruoli ricoperti: da interprete di “Tanto pe’ cantà” nel 1970, a volto pubblicitario di una famosa marca di caffè che recita “Più lo mandi giù e più ti tira su”. Nato il 22 marzo 1921 a Castro dei Volsci, in Ciociaria – terra di migrazioni -, spirito ribelle ed empatico, matura una propensione innata verso il mondo della recitazione, nel quale emerge il profondo legame con la terra natale, i ritmi e le
abitudini della vita di campagna.
Il lungo periodo di convalescenza in sanatorio, a seguito di una grave forma di tubercolosi, lo induce a cimentarsi nel mondo dello spettacolo e della musica, a costruire un banjo, ancorandosi alla sua chitarra destinata ad accompagnarlo nei momenti più duri della malattia nei quali riesce a far sorridere, anche in prossimità della morte, tutti gli amici, la madre, il fratello, attraverso la sua inconfondibile e immensa ironia, simbolo di rinascita e riflessione.
La sperimentazione del grande dolore e dello spettro della morte, quotidianamente presente, ha contribuito a sviluppare un’indole ironica, intesa come scudo e protezione: gli scherzi e le scommesse con i suoi compagni in fin di vita celano il bisogno di un’esorcizzazione della morte come metodo di sopravvivenza. Da qui deriva una sensibilità travolgente, desiderosa di superare le privazioni imposte dalla malattia, in modo da vivere la vita appieno, assaporandone e apprezzandone ogni momento.
Le partecipazioni televisive di Nino Manfredi, autore di sé stesso e uno degli artisti di multiforme talento del Novecento, godono di una grande eco ancora oggi per acume e modernità. “Le avventure di Pinocchio” (1972), “Linda e il brigadiere” (1997) e “Una storia qualunque” (2000) evocano, tra le altre opere televisive e non solo, l’estro lirico di un artista poliedrico, empatico, versatile, duttile, carismatico, capace di allietare e accompagnare la quotidianità di milioni di telespettatori, mutando in tante sfumature, dal registro comico a quello drammatico. Nino Manfredi, infatti, incarna il volto dell’italianità, i difetti e i pregi dell’Italia, a partire dal film “Pane e cioccolata” (1974) a “Cafè Express” (1980), all’intramontabile Geppetto dello sceneggiato televisivo “Le avventure di Pinocchio” – tratto da Collodi – al protagonista dell’amata serie televisiva “Linda e il brigadiere”.
In tutti i suoi poliedrici ruoli lascia ampio spazio ad una riflessione sui vari temi universali – dalla storia dell’umanità, all’amore familiare, alla solitudine dell’uomo moderno -, in sintonia con la volontà dell’attore di reinventarsi, scomponendosi e ricompondendosi in relazione alle emozioni da trasmettere.
In tale continuum espressivo emergono le capacità interpretative e umane: la sua recitazione non si limita a conferire un volto e una voce ai vari personaggi ma rende personale, complesso e variegato ogni personaggio in cui si immedesima, pregno dei sapori, delle intenzioni e degli umori tipici dei rapporti umani. La sua peculiarità, dunque, è la presenza: essere presente “hic et nunc”, assorbire, esplorare tutte le qualità umane e regalare allo spettatore l’unicità insita in ciascun essere umano.