In attesa dell’inizio del settantaquattresimo Festival della Canzone italiana, ricordiamo la vittoria di un brano storico “Non ho l’età”, vincitore del Festival sanremese il 1 febbraio 1964 e rappresentante dell’Italia nell’Eurovision Song Contest.
La diciassettenne Gigliola Cinquetti, assieme a Patricia Carli, debuttava con una canzone scritta da Mario Panzeri, Nisa e Giancarlo Colonnello e arrangiato da Franco Monaldi.
In gara con Claudio Villa, Milva, Gino Paoli e Domenico Modugno, la cantante concorreva con un brano in francese – avente il titolo in italiano – che le garantì ben quarantanove voti all’Eurovision di Copenaghen, collocandosi in un’ottima posizione a livello europeo. Il successo fu tale che Gigliola Cinquetti incise varie cover che si affermarono in tutto il mondo, tra le quali “Luna nel blu”, “No tengo edad”, “Je suis à toi”, “This Is My Prayer”, “Yumemiru omoi”, “Heyr mína bæn” e altre.
Il sentimento di affezione e di gradimento del pubblico della kermesse si intrecciava con i genuini e giovanili moti dell’animo che la cantante trasmetteva sul palco attraverso parole che cantavano l’amore, l’attesa per poter godere appieno dei propri sentimenti, i ricordi, le aspettative, i sogni, la nostalgia di qualcosa non ancora vissuto, inserendo il testo nel contesto storico del’Italia del Dopoguerra e offrendo uno spunto di riflessione sul ruolo limitato della donna nelle relazioni amorose dell’epoca.
In questo senso, infatti, la cantante celebrava un nuovo modello femminile, libero dai condizionamenti sociali, semplice, puro, emancipato, autentico, dunque, desideroso di assaporare tutte le esperienze “senza età”, tra smarrimento e nuove consapevolezze.