Il 30 gennaio 1873 viene pubblicato “Il giro del mondo in ottanta giorni”, il romanzo di Jules Verne, da cui è stato tratto anche un film del 2004 con la regia di Frank Coraci.
La storia – ispirata alle imprese di George Francis Train – segue le avventure di Phileas Fogg e del
servitore Passepartout, intenzionati a portare a termine l’impresa di circumnavigare il mondo nel tempo di ottanta giorni per vincere, alla fine dell’avventura, la scommessa da 20.000 sterline.
Il contesto culturale e storico in cui si inserisce la realizzazione di questo capolavoro francese fa riferimento ai progressi della Rivoluzione Industriale, dalla possibilità di viaggiare e scoprire nuove terre nel mondo alla creazione di nuovi modelli di trasporto capaci di favorire le esplorazioni e accorciare le distanze geografiche.
La peculiarità dell’opera è insita nell’attenzione riservata all’eterogeneità degli elementi e dei valori delle culture con cui i protagonisti si relazionano durante i loro spostamenti fisici: da Bombay a Hong Kong, da Shangai a San Francisco, Fogg e Passepartout vivono avventure, ostacoli, conquiste e scoprono usanze e modi di fare diversi dai propri, interiorizzandoli e superando ogni possibile avversità.
La dettagliata descrizione paesaggistica e la caratterizzazione dei personaggi mettono in luce un modus operandi che si basa sugli ideali di solidarietà, di curiosità e di condivisione: il raggiungimento della meta finale è, infatti, frutto dell’unione del lavoro di tutti. Phileas Fogg, proveniente dalla borghesia, è razionale e lineare nella sua programmazione dello svolgimento del viaggio; Passepartout è colui che affievolisce la drammaticità di alcuni episodi con degli intermezzi farseschi; Fix è il poliziotto che incarna l’ordine costituito e Auda è la giovane ragazza che rappresenta la parte sentimentale di Fogg.
Lo scrittore, dunque, reduce della cultura positivista dell’Ottocento, celebra le nuove scoperte, le tecnologie per l’ampliamento di nuovi orizzonti, la collaborazione per il successo dei propri obiettivi e dona al lettore un libro su cui riflettere e lasciarsi coinvolgere dalla bellezza del viaggio in terre inesplorate, funzionale all’arricchimento personale, all’abbattimento di qualsiasi forma di limite geografico o di pregiudizio sociale.