Il 17 gennaio 1988 debuttava una delle situation comedy più longeve della televisione italiana, “Casa Vianello”, in programma su Canale 5, con protagonisti i due attori – coppia anche nella vita reale – Raimondo Vianello e Sandra Mondaini.
Articolata in sedici stagioni, dal 1988 al 15 aprile 2007, gli episodi – che durano circa venticinque minuti – seguono la vita dei due personaggi accompagnati dalla tata, interpretata da Giorgia Trasselli.
La narrazione televisiva – successivamente confluita anche in “Cascina Vianello” – oscilla tra il comico e l’equivoco, incentrandosi sugli eventi in cui Raimondo si catapulta, con una vena sempre ironica, capace di garantire il processo di immedesimazione e di affezione nei telespettatori, attraverso la risata spontanea e le molteplicità delle emozioni scaturite attraverso il piccolo schermo.
Raimondo Vianello, appassionato di calcio e irascibile, si dimena nelle varie peripezie con gli ospiti o con la vicina di condominio; Sandra Mondaini, dal canto suo, vorrebbe coinvolgere il marito nei suoi tanti interessi e passioni che coltiva nel corso della giornata, dal teatro, al gioco di carte, alle mostre. La tata, invece, è un personaggio funzionale alla risoluzione dei problemi – che sono il motore ironico dell’intera azione di ogni episodio – ed è la confidente e la complice di Sandra.
Ogni puntata si risolve sempre con un happy end e con la celebre scena finale – ormai consacrata nella storia della televisione italiana – che si svolge in camera da letto al ritmo della frase – rimasta nei cuori del pubblico più affezionato – attribuita a Sandra Mondaini: “Che noia, che barba; che barba, che noia!”