L’ultima apparizione pubblica di John Lennon risale al 28 novembre 1975 quando, al Madison
Square Garden di New York, si esibisce sul palco per il concerto di Elton John.
Le tre canzoni suonate, davanti a milioni di fan, “Whatever Gets You Thru the Night”, “Lucy In The Sky With Diamonds” e “I Saw Her Standing There”, sanciscono dunque una performance che, nata per puro caso durante una scommessa tra Elton John e John Lennon, vede quest’ultimo acclamato dall’immensa folla di appassionati della sua musica e ignaro della tragedia che, da lì a poco, avrebbe scombussolato la sua vita e quella di Yoko Ono.
Infatti, dopo aver inciso e pubblicato nel Double Fantasy e l’8 dicembre viene ucciso fuori dalla residenza a New York.
Durante gli anni dei Beatles, ha creato uno stile riconoscibile, al confine tra la ballata e l’hard rock, basti pensare ai celebri brani come Some Time in New York City del 1972, Mind Games del 1973, Rock & Roll del 1975.
Con una personalità poliedrica, caratterizzata da un grande impegno politico, Lennon è stato protagonista attivo di molte iniziative a sostegno della pace, diventando così un punto di riferimento non solo musicale ma anche politico, designando i desideri e le aspirazioni di chi immaginava un mondo diverso. Questa concezione di un futuro migliore improntato alla pace è racchiusa nella celebre canzone Imagine, pubblicata l’11 ottobre 1971. Qui, infatti, è custodita l’anima di John Lennon, pregna di melodie e parole di speranza, che ancora oggi permane nell’immaginario collettivo di tante generazioni: un eterno inno che risulta essere attuale e che canta l’annullamento dei confini geografici, religiosi, politici, per celebrare l’amore, la condivisione, la solidarietà in tutto il mondo.

[…] Imagine there’s no countries It isn’t hard to do Nothing to kill or die for And no religion, too Imagine all the people Livin’ life in peace […]