
Mentre la guerra in Medio Oriente, sta arrivando quasi al secondo mese, grazie all’accesso concesso agli aiuti umanitari, i civili palestinesi, riprendono a sperare.
Lenti, ma continui, sarebbero gli aiuti umanitari arrivati nella parte sud della Striscia di Gaza, tanto da giungere anche nei ricoveri affollatissimi, in cui riversano sempre più persone che hanno perso tutto. Cibo, medicine, acqua, gas da cucina e carburante (che per ora è stato distribuito alle maggiori strutture che attualmente ne sono totalmente sprovvisti, come gli ospedali), ed oltre 200 camion che hanno avuto il via libera effettivo, ma non l’accesso reale, per entrare a Gaza City, che si aggiungono ad altri 15 camion per l’ospedale giordano da campo per mezzo degli Emirati Arabi. Nello stadio locale, nella città di Rafah, si sta costruendo una struttura da campo, con 150 posti letto. Oltre 17 pazienti, sono già usciti da Gaza, per ottenere cure mediche lontano dalla guerra ed altri 12, sono stati trasferiti in queste ore, negli ospedali turchi, oltre che a tanti medici che andranno prima all’Unrwa (agenzia appartenente all’Onu per i profughi palestinesi) e ciò che resterà, verrà smistato dagli enti locali, che provvederanno alla realizzazione dei pacchi alimentari da destinati agli altri centri, tra cui i rifugi e la parte sud di Gaza.