Sarebbero 28, i neonati prematuri che avrebbero lasciato l’ospedale di Al-Shifa, a Gaza.

L’Egitto avrebbe accolto una parte di questi bambini -16-, mettendoli così in salvo nell’ospedale di Arish, al confine egiziano, a meno di 40km dalla Striscia di Gaza-. Per altri 12, che riverserebbero in gravi condizioni, si sono aperte le porte dell’ospedale del Cairo, dopo essere stati trasportati per via aerea. Attraverso il valico di Rafah, altri 100 feriti gravi, sono riusciti ad abbandonare Gaza City, per poi essere trasportati in Turchia, negli Emirati e presso le strutture sanitarie egiziane. Tedros Adhanom Ghebreyesus, Capo dell’Organizzazione mondiale della sanità, ha lasciato una nota scritta, diffusa in rete, sull’ennesimo raid ai danni di un ospedale indonesiano situato a Gaza, in cui avrebbero perso la vita oltre 10 pazienti e altrettante decine di feriti: “Gli operatori sanitari e i civili non dovrebbero mai essere esposti ad un simile orrore, soprattutto all’interno di un ospedale”. Attentati che ormai, sarebbero all’ordine del Giorno; Medici Senza Frontiere, unendosi a grido disperato di condanna di questi vili attentati, ha confermato che la sua clinica a Gaza City, sarebbe stata data alle fiamme, durante un conflitto armato tra esercito israeliano di terra e le milizie di Hamas”.