Periodo di cancellazioni per la partecipazione dei “grandi politici” per trovare una risoluzione quanto prima, alla guerra in Medio Oriente
Il futuro di Israele e la Palestina, si fa sempre più incerto, dopo il ritiro della Giordania in quello che doveva essere il “summit” della speranza. Avrebbero dovuto partecipare Joe Biden, il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi e Abu Mazen, presidente delle autorità palestinese, ma in una nota diffusa dal ministero degli Esteri giordano, fa sapere che non parteciperà all’incontro. Un dietrofront che complica una situazione già molto precarica, inoltre anche Biden, cancella la visita programmata la scorsa settimana, ad Amman, dopo aver consultato il re Abdullah II di Giordania, ma la Casa Bianca afferma che il Presidente degli Stati Uniti “non vede l’ora di potersi consultare presto di persona con questi leader e ha concordato di rimanere regolarmente e direttamente impegnato con ciascuno di loro, nei prossimi giorni”. Le ragioni fornite dalla Giordania, nella persona di Ayman Safadi ad Al Jazeera, sulla non partecipazione al summit, invece sarebbero decisamente meno di apertura: “è stato cancellato perché non serve parlare di qualsiasi altra cosa che non sia fermare la guerra”.
