Iran, Mohammad Akiki, alto funzionario delle guardie dell’intelligence della rivoluzione iraniana, si sarebbe ritrovato vittima di un agguato e, dopo essere stato raggiunto, da numerosi colpi da arma da fuoco, riverserebbe ora, in condizioni di salute gravissime.

Le informazioni pervenute da Teheran, sono ancora poche e contrastanti, ma Akiki sarebbe attualmente ricoverato nel reparto di terapia intensiva di un ospedale di Teheran. L’ipotesi più accreditata sarebbe quella che l’agguato, sia una diretta conseguenza da parte di Israele, all’attacco di Hamas. Resta in piedi anche l’ipotesi che il tentativo di uccidere Mohammad Akiki, sia nato e legato alle proteste sorte dallo scorso anno in Iran, contro l’attuale regime (iniziate dopo la morte di Mahsa Amini). Anche gli Stati Uniti, intervenuti a seguito dell’attentato, hanno espresso la propria preoccupazione legata ad un ipotetico allargamento del conflitto in atto in Medio Oriente, con un diretto coinvolgimento anche dell’Iran. Il consigliere per la sicurezza nazionale americano, Jake Sullivan ha affermato “non possiamo escludere che l’Iran scelga di impegnarsi direttamente in qualche modo. Dobbiamo prepararci per ogni possibile imprevisto”. Dichiarazione giunta a seguito di quella rilasciata da parte del ministro degli Esteri iraniano, Hossin Amir Abdollahian che alla tv Al Jazeera ha affermato che “se le violenze non si fermeranno a Gaza, il rischio di una espansione del conflitto aumenta ogni ora che passa”.