A volte, sono proprio ii numeri a fare la differenza, soprattutto a livello scolastico.

I dirigenti scolastici di 30 istituti a livello nazionale, hanno aderito all’abolizione dei voti o delle pagelle (in qualche caso ad entrambe le valutazioni), per i propri studenti. Decisione, questa, che porterà a dibattiti dai toni aspri per molte ragioni. L’evoluzione è partita dal liceo scientifico di Milano, Bottoni che avrebbe preso in considerazione e seguito, un esperimento per opera del docente Ludovico Arte, del liceo Marco Polo di Firenze. La dirigente scolastica dell’Istituto di Milano, Giovanna Mezzatesta, ne avrebbe parlato prima con i docenti e successivamente si sarebbe adottata l’abolizione dei voti e delle pagelle. L’impegno costante, per gli studenti deve essere una motivazione alla continuità di tale progetto. Innovazione che viene seguita anche e per il quarto anno di fila, per un altro Istituto del nord Italia; il liceo scientifico Tosi, di Busto Arsizio. L’abolizione dei voti e delle pagelle, diminuirebbe per gli studenti, l’ansia da continua prestazione e confronto da una valutazione assidua. Tale approccio, avrebbe evidenziato di fatto, un calo sia delle bocciature, che dei debiti a carico degli studenti. Numerosi, sono i plessi scolastici che si sarebbero rivolti all’Università di Milano-Bicocca, per essere supportati all’adesione di tale progetto rieducativo per ragazzi e le famiglie. In una società che da i numeri, toglierli dalla valutazione nelle scuole, sembrerebbe dare maggiore sicurezza e risultati agli studenti.