Il bilancio del fortissimo evento sismico che ha colpito la zona meridionale della Turchia è quella settentrionale della Siria continua ad aggiornarsi, con un bilancio dei morti sempre più pesante.
É infatti salito ad oltre 6200 il numero delle vittime di questa immensa tragedia. Un ecatombe praticamente. E se si pensa che il numero complessivo di persone coinvolte è di 23 milioni di persone e che il numero dei palazzi crollati sfonda quota 7000, é impossibile non pensare a scenari ancora più terrificanti. Intanto si lotta contro il tempo per recuperare superstiti.
Ci sono state peraltro diverse scosse e l’impatto del sisma è stato avvertito in un’area che si estende per circa 450 chilometri da Adana a ovest a Diyarbakir a est. L’Oms fa sapere: “Fino a 23 milioni di persone potrebbero essere colpite dalle conseguenze del sisma”. Decine di scuole, ospedali e altre strutture mediche ed educative sono state danneggiate o distrutte dalle scosse, “con un forte impatto sui bambini”, riferisce Unicef. Intanto un incendio è divampato nel porto di Alessandretta, località costiera del sud-est della Turchia. Il ministro Tajani riferisce che è un 50enne veneto, Angelo Zen, l’italiano che risulta disperso. Finora sono state messe in salvo 8mila persone: recuperati dopo 28 ore sotto le macerie anche una donna e i suoi tre figli. Squadre e mezzi di soccorso stanno giungendo da tutto il mondo. Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci: “Dall’Italia in arrivo una nave e attrezzature per ospedale da campo”. Nel dramma del dolore e della morte una luce di vita e speranza: Un adolescente di 15 anni, Mahmut Nebi Uygul, è stato salvato dopo essere rimasto sepolto sotto le macerie per 35 ore ad Adiyaman, città del sud est della Turchia particolarmente colpita. Lo rende noto l’agenzia Anadolu facendo sapere che il ragazzo è stato trasferito in ospedale dove si trova anche il fratello più grande che era stato salvato in precedenza. Rimanete aggiornati su ventonuovo – il quotidiano che innova.
