di Luca Marrone

Modena. Alice Neri, la 32enne trovata carbonizzata a Concordia sulla Secchia, nel Modenese, il 18 novembre scorso, avrebbe baciato due uomini nel giro di mezz’ora, dopo essere uscita dallo Smart Cafè, in cui aveva trascorso diverse ore in compagnia di un collega di lavoro.

Lo riporta il Resto del Carlino, un dettaglio che sembra emergere dalle indagini in corso relative alla morte della giovane donna, in seguito all’arresto, in Francia, di Mohamed Gaaloul, il 29enne di origine tunisina, principale sospettato del delitto e indagato per omicidio volontario e distruzione di cadavere.

A riferirlo agli inquirenti, un uomo che, in quelle ore, si sarebbe a sua volta trovato all’esterno del locale e che appunto avrebbe visto Alice Neri baciare prima un uomo e successivamente un secondo soggetto. Quest’ultimo, nel baciarla, avrebbe tirato la donna per il collo, mentre lei si trovava all’interno dell’abitacolo della sua auto, in seguito rinvenuta distrutta dalle fiamme. Non è ancora chiaro, da quanto finora emerso, se quell’uomo potesse essere Mohamed Gaaloul.

Secondo quanto riportato dal Resto del Carlino, il tunisino risulterebbe peraltro indagato per tentata estorsione: avrebbe infatti minacciato una donna di diffondere presso parenti e colleghi di lavoro dei video in cui la stessa appariva intenta a fare sesso con lui, se lei non avesse rinunciato a un credito di circa duemila euro che vantava nei confronti del 29enne.

Non sembra che Alice Neri e la donna in questione si conoscessero. È stato però accertato che, la notte del delitto, dal cellulare della vittima è stata effettuata, tramite Google, la ricerca di un indirizzo corrispondente al domicilio di Mohamed Gaalou. Le indagini proseguono.

Oggi, intanto, oltre 200 persone hanno preso parte a una fiaccolata organizzata nel centro di Modena, a un mese dal ritrovamento del cadavere di Alice. Il corteo, aperto da uno striscione con il volto della giovane e la scritta “Per dire basta alla violenza sulle donne e perché non accadano più tragedie. Per tutte le donne, per le nostre figlie e nipoti, per ogni donna di razza e colore”, ha attraversato il cuore della città fino a piazza Grande. Alla manifestazione hanno preso parte anche la madre di Alice Neri, Patrizia Montorsi; il fratello, Matteo Marzoli e il marito, Nicholas Negrini, insieme alle associazioni in difesa delle donne, a diversi sindaci del Modenese e tanti cittadini. Hanno sfilato in silenzio, con in mano fiaccole rosse.

“Per mia sorella ormai non c’è più nulla da fare”, ha osservato il fratello di Alice ai microfoni della Tgr Emilia-Romagna e dei media locali, “ma ci sono altre vite da salvaguardare, altre donne, mamme. Ho assistito negli ultimi giorni, anche con stupore, a quanta crudeltà e brutte parole siano state espresse proprio dalle donne stesse”, nei confronti della giovane uccisa. Quanto alla possibilità di avviare azioni legali nei confronti dei cosiddetti “haters” che su Internet hanno commentato con toni offensivi la vicenda, la madre della 32enne ha dichiarato ai microfoni della Tgr Emilia-Romagna che “no, non mi interessa niente, io penso sola a mia figlia. Però questo non vuol dire che la cosa non mi abbia dato fastidio.”